Di Natale, ginocchio ko: rischio operazione

La risonanza magnetica ha rilevato la parziale lesione del legamento crociato anteriore e una distrazione. In caso di intervento potrebbe star ferno sei mesi. Consulto a Barcellona. Polemiche per la condizioni del campo in Montenegro

Firenze - "Il dolore non lo sento più, ma c'é un problema dentro al ginocchio. Vediamo, se il legamento tiene, bene, sennò mi opero...". Antonio Di Natale è l'altra faccia della medaglia azzurra dopo che la risonanza magnetica, a cui  l'attaccante della Nazionale e dell'Udinese si è sottoposto a Firenze, ha evidenziato una lesione parziale del legamento crociato anteriore e una distrazione di primo grado al collaterale interno del ginocchio sinistro, che ieri sera all'inizio di Montenegro-Italia ha subito un'innaturale torsione. Bene che vada lo stop sarà di 40 giorni, ma in caso di operazione serviranno sei mesi di recupero.

"Ho provato a pressare l'avversario che aveva il pallone - ha raccontato Di Natale - ho messo il piede largo e ho sentito crac al ginocchio, poi un dolore fortissimo". Ad accompagnarlo agli esami medici c'erano il medico azzurro Enrico Castellacci e quello dell'Udinese Bernardino Petrucci. "Il fatto che si tratti di una rottura parziale del crociato potrebbe anche favorire una terapia conservativa. In tal caso - ha spiegato Castellacci - si potrebbe tentare un recupero per le ultime gare della stagione. Davanti a un'operazione i tempi ovviamente diventerebbero assai più lunghi. Tocca agli specialisti e ad Antonio prendere una decisione".

Decisione che è annunciata per martedì prossimo, dopo il consulto a Barcellona dal professor Ramon Cugat, lo stesso che ha operato Etòo: "E' il nostro consulente - ha detto il dottor Petrucci - andremo a Barcellona domani sera". Di Natale ha salutato il ct Lippi e abbracciato i compagni, poi ha lasciato Coverciano. Restano però le polemiche, come quelle innescate dal direttore sportivo dell'Udinese: "L'infortunio di Antonio è la conseguenza per aver giocato su un campo vergognoso - è sbottato Pietro Leonardi ai microfoni di Radio DeeJay - Non si dovrebbe permettere di giocare su questi terreni. Parlandoci questa mattina mi ha detto che durante il riscaldamento non si riusciva a capire quale tipo di tacchetti utilizzare". Un problema sottolineato anche da Lippi: "Più che dal pallone, col quale ci siamo allenati tutta la settimana, è dipeso dal campo, che era molto bagnato e gibboso. Dispiace davvero tanto per Di Natale e per l'Udinese, che fra l'altro è l'unica squadra italiana rimasta nelle Coppe europee e che perde un giocatore molto importante".