Di Natale «mata» la Roma Guidolin ritorna in testa

Nell’inedito «friday night» della serie A in un calendario che non concede soste e punti di riferimento ai tifosi, poche emozioni al Friuli. Ma la più grande la regala il solito Totò Di Natale, che è la bestia nera della Roma: 12 dei suoi 215 gol in carriera sono stati segnati ai giallorossi. E delle ultime 11 reti incassate dai romanisti nella sfida con i bianconeri, sette portano la firma del bomber campano. Tutto ciò nella serata in cui il presidente dell’Assocalciatori Tommasi gli consegna la targa per la vittoria nella classifica cannonieri della passata stagione. Classifica per la quale è in corsa anche quest’anno: il suo nono gol in campionato gli consente di affiancare l’atalantino Denis in vetta alla speciale graduatoria, segno di una voracità realizzativa mai doma.
La vittoria giunta nei titoli di coda (e sigillata dal cileno Isla con un tocco sotto porta) rende finalmente meno «indigesto» l’avversario Roma a Guidolin - reduce da sei sconfitte consecutive con i giallorossi, l’ultima vittoria era del 27 febbraio 2005, quando sedeva sulla panchina del Palermo - e per consegnare all’Udinese il primato di una notte, in attesa della supersfida dell’Olimpico tra Lazio e Juve. Per la squadra di Luis Enrique è invece uno stop nella fase di crescita.
Ci si aspettava molto da due squadre che fanno un calcio diametralmente opposto, ma lo scontro di moduli e idee calcistiche particolarmente interessanti finisce senza vincitori. Solo un episodio poteva rompere l’equilibrio di un match molto tattico e giocato prevalentemente a centrocampo e quello è arrivato solo con gli esperti e collaudati «operai» dell’Udinese. D’altronde di fronte c’erano la migliore difesa del torneo, quella friulana (sei gol incassati, uno solo in casa) e una «ermetica» in trasferta, quella romanista (quattro sole reti subite, diventate sei dopo la partita del Friuli).
Il match del Friuli inizia con 10 minuti di ritardo. La terna arbitrale, come spiega ai micrfoni di Sky il ds dell’Udinese Fabrizio Larini, solleva alcuni dubbi sulle nuove porte «mobili» dello stadio, in particolare sulle barre laterali in alluminio che sostengono i pali. Qualora la palla vi picchiasse contro, potrebbe uscire fuori e dare l’impressione che non ci sia stato alcun gol. Così gli addetti ai lavori fanno passare la rete all’interno di queste barre e non all’esterno com’era originariamente. In più si teme che la stabilità delle porte sia precaria e che possa addirittura cadere addosso ai portieri, così si provvede anche a fissarne le basi.
Luis Enrique propone la 14ª formazione in altrettante partite stagionali. Senza Totti, lasciato a casa per problemi a una caviglia, il trequartista è Pjanic con Lamela che affianca Osvaldo in attacco. Ma la vera sorpresa è in difesa, dove Juan - appena due presenze in campionato ma «ripescato» dal tecnico dopo l’infortunio di Burdisso - viene schierato al fianco di Kjaer.
Udinese e Roma si annullano a vicenda e solo nel finale di primo tempo, con le due formazioni leggermente allungate, arrivano due occasioni per parte che, però, non impensieriscono Stekelenburg e Handanovic. La ripresa vede una Roma che ha più tempo per ragionare e prova ad avanzare il suo baricentro. Lamela e Osvaldo provano a farsi vedere dalle parti di Handanovic, ma è Stekelenburg a compiere un miracolo di piede sulla battuta ravvicinata di Basta. Lo schema tattico approntato da Guidolin non cambia, ma il lancio di Pinzi che manda in gol Di Natale (poi uscito tra gli applausi del pubblico) e il tocco sotto porta di Isla su cross di Armero consegna il successo ai friulani. Re del campionato per una notte.