Per Natale la Nord regala fischi al Genoa

Francesco Gambaro

Sotto l’albero di Natale il Genoa non trova il regalo che voleva: tre punti per consolidare il primato in classifica e distanziare lo Spezia sconfitto a Ravenna. Dopo sette successi consecutivi arriva un po’ inatteso il secondo mezzo passo falso tra le mura amiche, dopo il pari di inizio anno contro il Pizzighettone.
Brutto Genoa dunque contro la migliore squadra vista quest’anno a Marassi. Sorridi solo guardando la classifica. Il Grifo dice «trentuno». E sarebbero trentasette senza la zavorra dei sei punti di penalizzazione. Contro il Teramo però non è stata una passeggiata di salute. Anzi. Gli uomini di Cari hanno tenuto a lungo in scacco la formazione rossoblù bloccando le fasce laterali e punzecchiando Baldini e compagni con l’ottimo Talia e la vecchia volpe con trascorsi blucerchiati Manca.
Il primo tempo rossoblù è da film dell’orrore: tiri in porta non se ne vedono. E non si vede neppure un barlume di gioco nonostante Vavassori le provi davvero tutte per dare la scossa ai suoi. Dal 4-3-3 iniziale, il mister del Genoa passa presto al canonico 3-4-3 invertendo la posizione di Coppola e spostando un Lamacchi svogliato sulla linea dei centrocampisti. Poi è la volta di Rossi che si inverte di fascia con Caccia. Ma non cambia nulla. Il Grifo sonnecchia. Per dire: il momento «topico» del primo tempo scocca al minuto numero 12 quando in campo finiscono tre palloni. Il pubblico se la ride, anche se sul prato ci sarebbe da piangere. È un altro Genoa quello che scende in campo nella ripresa.
Nel momento del bisogno e della paura si rivede una squadra più convinta alla ricerca dei tre punti. Si scalda la Nord. E si sveglia De Vezze. Tutto ruota intorno al faro del centrocampo. È lui che accende il gioco e scalda i pugni di Mancini, il mitico numero uno del foggia di Zemanlandia. Esce Zaniolo tra gli applausi. A Marassi non è mai successo. Pensi che potrebbe essere un buon segno. Entra Greco. Spinge il Genoa come una furia, il Teramo sembra alle corde. Si vede di tutto. Anche un gol annullato a Caccia per fuorigioco. Il boato del pubblico si spegne in un amen.
Quando esce Marco Rossi, capisci che non è proprio serata. Anche perché al suo posto entra uno spento Sinigallia, dato per partente sul mercato di gennaio.
Alla fine fischi per tutti dalla Nord.