Natale, ora le famiglie sono più fiduciose ma risparmiano sui regali

Sondaggio Confesercenti-Swg: per il 51% degli italiani saranno festività improntate alla speranza, mentre è in calo il numero di chi pensa a un Natale &quot;austero&quot; o &quot;difficile&quot;. Per gli acquisti 20 miliardi di tredicesime. <a href="/interni/crisi_lultima_scoperta_censis_il_modello_berlusconi_funziona/05-12-2009/articolo-id=404331-page=0-comments=1" target="_blank"><strong>La scoperta del Censis</strong></a>: il modello Berlusconi funziona

Roma - Il peggio è alle spalle e le famiglie italiane si apprestano a festeggiare il Natale con una ritrovata speranza. Meno pessimismo, dunque, ma la crisi con le sue molteplici difficoltà resta pur sempre un "convitato di pietra" difficile da ignorare e che spinge a privilegiare ancora il risparmio. I regali saranno ancora contenuti con una spesa in calo di 259 milioni di euro rispetto al 2008. E' quanto emerge da un sondaggio Confesercenti-Swg emerge che per 12,3 milioni di famiglie, il 51% del campione intervistato, sarà un Natale improntato alla speranza (+7% rispetto al 2008), di rilancio per il 7% (+2%) e perfino gaudente per un altro 7% di italiani (+15%). In calo di due punti rispetto all’anno scorso, invece, il numero di chi pensa a feste «austere» (14%) e di 5 punti quello di chi lo prevede difficile (16%).

Malgrado l’anno di crisi insomma la maggioranza degli italiani (53%) non vede grandi differenze in peggio rispetto alla fine del 2008 ed anzi cresce dal 21 al 25% il pronostico di un Natale migliore, mentre coloro che lo valutano peggiore si assottigliano passando dal 29% del 2008 al 22%. E l’influenza A? Per l’84% non condizionerà le feste. Ad acquisti e spese "intelligenti" quest’anno andranno quasi 20 miliardi di tredicesime. Ed i regali saranno indirizzati soprattutto a familiari: sette in media. Cibi e vino svetteranno in testa alla lista degli acquisti natalizi, trascinando verso l’alto anche prodotti tipici e quelli made in Italy: verso di essi si orienta quasi un terzo degli italiani. Un altro 21% dirigerà buona parte del budget sull’abbigliamento, il 20% punterà sui libri, il 17% sui giocattoli.

Sugli acquisti di Natale peserà anche il fattore età. I 35-44enni compreranno soprattutto giocattoli e gioielli mentre i 45-54enni si orienteranno su libri ed abbigliamento. Ed ancora: i laureati preferiranno prodotti tecnologici e viaggi, elettrodomestici e mobili saranno in cima ai pensieri di impiegati e quadri. Gli studenti faranno rotta decisamente sull’abbigliamento. E fra i beni tecnologici (circa il 16% degli acquisti di Natale) spiccano quest’anno laptop ed accessori per computer (comprese le chiavette), seguiti dal decoder digitale terrestre, seguito dal televisore a schermo piatto o ad alta definizione. L’orientamento in un anno comunque difficile resta dunque quello verso il regalo utile, pensato e personalizzato.

Fra i fattori che ostacolano le spese natalizie la preoccupazione per il posto di lavoro coinvolge circa 5 milioni di persone (passando dal 10 al 13%), per lo più giovani fra i 25 ed i 34 anni, mentre c’è meno timore per i prezzi. Resta invariato il condizionamento derivante dalla peggiore situazione economica inchiodato al 21% del campione negli ultimi due anni. Nelle spese di Natale, sottolinea Swg i meno «controllati» risultano essere i residenti del Centro. Nel 2008 l’avvio della crisi aveva spinto il 65% degli italiani a dichiarare che avrebbero fatto meno acquisti di Natale dell’anno precedente. Dopo un anno di recessione però questa percentuale scende al 48%, altro cauto segnale di una atmosfera sociale meno tesa, convalidato in qualche modo anche da quel 49% (era il 30% nel 2008) deciso a mantenere - crisi o non crisi - inalterato il proprio volume di spese.

Per il presidente di Confesercenti, Marco Venturi, "c’è tanta voglia in giro di liberarsi della morsa della crisi anche se le difficoltà frenano ancora il passo del Paese. Ci vorrebbe un colpo di reni, vale a dire scelte economiche in grado di accelerare il ritorno alla crescita". Il Paese "vuole ripartire e respinge pessimismo e sfiducia. Governo e forze politiche sapranno allora interpretare al meglio questa aspirazione di imprese e lavoratori? Se riusciranno a cavalcarla positivamente la fine del tunnel della crisi non potrebbe che essere vicina", aggiunge.