Natale, ricette e consigli per spendere la metà a pranzi e cene

A conti fatti, rispetto alle stime elaborate da Federconsumatori e Confesercenti, con
qualche piccola attenzione che nulla toglie al piacere di stare a tavola, si riesce a risparmiare
quasi la metà.
Riportando le previsioni di spesa per una famiglia di circa 6 persone a circa 65 euro
complessivi (contro i circa 110 - 150 euro stimati dalle associazioni dei consumatori) per la
cena della vigilia e a circa 100 euro (contro i 150 - 190 euro) per quello di Capodanno

Milano - Un Natale all’insegna delle ricette tradizionali ma anche del risparmio. Secondo l’Accademia Italiana della Cucina è possibile. Anzi, doveroso. Per questo ha deciso di mettere a disposizione - sul proprio sito Internet www.accademiaitalianacucina.it - una serie di consigli e ricette che cercano di conciliare gusto, rispetto della tradizione e necessità di contenere le spese. In vista di un Natale che si annuncia all’insegna di ulteriori aumenti delle materie prime e quindi anche di una inevitabile contrazione dei consumi.

A conti fatti, rispetto alle stime elaborate da Federconsumatori e Confesercenti, con qualche piccola attenzione che nulla toglie al piacere di stare a tavola, si riesce a risparmiare quasi la metà. Riportando le previsioni di spesa per una famiglia di circa 6 persone a circa 65 euro complessivi (contro i circa 110-150 euro stimati dalle associazioni dei consumatori) per la cena della vigilia e a circa 100 euro (contro i 150-190 euro) per quello di Capodanno.

"Il primo consiglio - spiega Giuseppe Dell’Osso, presidente dell’Accademia Italiana della Cucina - consiste nell’attingere all’enorme bacino di ricette, cosiddette umili, della tradizione evitando in particolare tutto ciò che è moda e standardizzazione. Se per la cena di magro della vigilia tutti comprano le stesse cose - spigole, orate, scampi, gamberoni imperiali - non ci vuole molto a capire che il loro prezzo salirà alle stelle. E la qualità, pur di rispondere alla richiesta, non sempre resterà ai massimi livelli. Basta quindi scegliere con maggiore originalità, puntando magari su un pesce ottimo come lo stoccafisso o gustoso come le acciughe, per evitare di favorire l’ impennata dei prezzi".

Ingredienti scelti con cura L’Accademia Italiana della Cucina ricorda una curiosa classifica che vede in testa - con circa il 30% del totale degli sprechi - alcuni antipasti (affettati, alici, sardine, insalata russa, patè), seguito - con il 23% del totale - dai dolci (panettone, pandoro, veneziana) e - per una quota pari al 22% - da alcuni contorni (insalata, patate al forno, lenticchie, spinaci). Seguono il pesce - con il 18% - e alcuni secondi di carne (zampone, arrosti vari) con il 17%. All’ultimo posto - quota pari al 10% - anche per la posizione privilegiata nel menu degli italiani, i primi (soprattutto i ravioli).

Tornando al menu "tradizione e risparmio" proposto dall’Accademia Italiana della Cucina, si tratta di un menu di soddisfazione che costa poco più di 10-12 euro a persona. Una cucina - deliziosamente povera - dove regna incontrastato il pesce azzurro, alimento che unisce al piacere del gusto un’ elevata qualità nutrizionale.

Capodanno, menu da 17 euro Per il Capodanno, invece, accanto a caposaldi della tradizione come l’anguilla marinata, i tortellini in brodo e il cappone, l’Accademia Italiana della Cucina consiglia una insolita ma gustosissima lasagna vegetale in linea con l’obiettivo - che è anche una tendenza in corso - di recuperare la sana cucina dell’orto. Completano il menu i classici cotechino e lenticchie - ma anche dei raffinati crostini di fegatini - e gli immancabili pandoro e panettone. Il tutto abbinato a vini rigorosamente IGT. Ed ecco che il menu di Capodanno assume, per una intera famiglia, una dimensione più accettabile, senza tuttavia perdere di qualità e gusto: rimanendo fermi a una spesa di circa 17 euro a persona.