Di Natale show E l’Udinese è già spettacolo

da Udine

L’Udinese dimentica un precampionato agrodolce e addenta famelica il campionato: trascinata dal solito, sontuoso Di Natale e, nonostante una fase difensiva da rivedere (mancavano però all’appello i due «totem» Felipe e Zapata), i bianconeri stendono un Palermo a tratti imbarazzante e bisognoso di correttivi.
D’Agostino avverte subito Amelia con un sinistro al veleno, al 9’ l’Udinese è già avanti: Inler invita Di Natale che ipnotizza Raggi e pennella alla sinistra del vice Buffon. Passano tre minuti e Pepe potrebbe raddoppiare, però Amelia fa scudo con il corpo. Il Palermo è assente, Liverani traccheggia, Cavani e Miccoli sono ostaggi della difesa bianconera. Jankovic, preferito a Lanzafame, certifica la sua impalpabile presenza con un sinistro dal limite che si perde in curva. Al 34’ Di Natale estrae dallo scrigno la seconda perla: servizio al bacio di Gaetano D’Agostino, il capitano addomestica il pallone e con una palombella deliziosa deposita dolcemente in rete. Miccoli prova a scuotere i suoi, ma Handanovic chiude il tempo senza sporcarsi i guanti, mentre Quagliarella rischia di allargare il divario con un sinistro che si adagia sulla parte alta della rete. Colantuono toglie l’inutile Jankovic e prova a scuotere i rosanero: così la ripresa si apre con un’occasionissima, lo sciagurato Cavani non concretizza un cross di Balzaretti. Ora il Palermo è decisamente più propositivo e il portiere bianconero costretto a sdoppiarsi, opponendosi dapprima a Miccoli e, sul susseguente tap-in, a Cavani. In vertiginoso contropiede Di Natale, innescato da Quagliarella, sfiora la tripletta (bravo Amelia). Al 24’ il Palermo accorcia (Bresciano esce vittorioso da una mischia e trafigge Handanovic), l’illusione di una possibile rimonta dura un attimo. Sul successivo calcio d’angolo di D’Agostino - ancora lui nelle vesti di assistman -, Inler infila con un colpo di testa, anche se è evidente la complicità dell’ingessata difesa siciliana. E potrebbe pure finire in goleada, ma Motta e Tissone, quest’ultimo a porta generosamente spalancata, difettano di precisione. Il presidente Zamparini assorbe con filosofia, Colantuono è già nel mirino. «Avevo avvisato il mio allenatore di fare attenzione alle ripartenze dell’Udinese - sbotta il presidente - ma lui è un “testone”. Adesso credo esista la necessità di una punta centrale. Un nome? Potessi, riprenderei Amauri...».