A Natale siamo tutti più... buoni

Il sacro che diventa profano per fare i conti con l’attualità. La Befana che, per questioni di economia, batte Babbo Natale, il cui sacco è relegato al ruolo di anteprima. Una lista ristretta di persone alle quali fare doni, che lascia spazio a piccole coccole per sé. Ancora, più gadget che veri regali, più «buoni» che biglietti d’auguri e più buste - da lettera - che buste - con pacchi - da aprire a Natale. Rivoluzione sotto l’albero per i romani. Questione di moda, economia e costume.
Si comincia dal Sacro. La diatriba sul crocifisso nelle aule esce dal pubblico per entrare nel privato, diventando gadget. L’oggetto simbolo di queste feste, già mania per teen-ager e non solo, è un bracciale portafortuna che rimanda direttamente all’arte sacra cristiana. In vendita pure nei negozi di souvenir a prezzi che oscillano da 1 a 5 euro a seconda del materiale - plastica, legno o metallo - il bracciale è diviso in tessere sulle quali compaiono le immagini adesive della Madonna, di Gesù e di alcuni Santi, riprese dai capolavori della storia dell’arte occidentale, senza dimenticare le foto dei pontefici Giovanni Paolo II e Benedetto XVI. Gli adesivi si staccano gradualmente, e l’ultimo indica a chi lo indossa il nome del suo protettore. Non mancano piccoli presepi in stoffa, realizzati con bambole di pezza, o Natività pop-up in carta, che, pensate per i più piccoli, diventano oggetti da collezione per gli adulti. Più dissacranti i copri-matita a forma di Gesù benedicente, le figurine a molla del Papa, gli stampi per toast con l’immagine della Madonna e le suore a carica da far correre e «scontrare».
Cronaca ed economia. Sono queste ultime, infatti, a influire sul numero e sulle dimensioni dei regali. Complice l’avvio dei saldi capitolini anticipato al 2 gennaio, la saggezza imporrebbe di attendere qualche giorno per fare acquisti. In materia di doni, il condizionale, però, è d’obbligo, causa affetto e tradizione. Ecco quindi regali piccoli, pensati e, soprattutto divertenti, capaci di stupire e rubare un sorriso. E un sorriso contagioso a giudicare dalle buste: sono sempre di più, infatti, le persone che mentre acquistano per gli amici, comprano qualcosa per sé, per garantirsi almeno una sorpresa - sicuramente - gradita sotto l’albero. Sì, quindi, per lei al fashion di mini-cappelli dal sapore retrò, con i quali impreziosire l’acconciatura, che siano con piume e veletta o piccoli cilindri di taglio maschile, magari da abbinare, per contrasto, a sneaker brillanti o calze colorate, per un look finto-sbarazzino. Bene i charms per borsa - accessori per accessori - che, in taluni casi, sono addirittura ciondoli e pendagli per l’albero di Natale, riconvertiti in gadget di moda. Per chi non vuole rinunciare al piacere di regalare un gioiello, la soluzione è il vetro, iper-trendy ed economico in anelli e collane coloratissime e dai mille riflessi. Per l’uomo l’attenzione è sui gemelli, anche questi all’insegna dell’ironia, che siano a forma di roulette o di calici per brindare. Unisex gli specchi decorati con scritte che simulano la copertina di una rivista patinata, per aspiranti cover-girl o cover-boy.
Largo spazio è dedicato ai «buoni», da acquistare in negozi, centri benessere o ristoranti, ma pure da realizzare a mano, come promesse di regali da ricevere dopo le feste, soluzione che, peraltro, evita molte brutte figure ai ritardari. E se i potenziali clienti tengono d’occhio il calendario, i commercianti propongono piccole - e grandi - offerte per invogliare all’acquisto. Si comincia dalle librerie - sconti fino al 30 per cento da Feltrinelli - agli sconti sui peluche da Disney Store, compresi i personaggi dell’ultimo film «La principessa e il ranocchio».