Per Natale uno stop agli sfratti Dall’8 niente più forza pubblica

Rita Smordoni

Dall’8 dicembre al 16 gennaio sospeso l’invio della forza pubblica ad assistere gli ufficiali giudiziari per gli sfratti. La decisione è stata comunicata ieri dopo il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza. Di fatto gli ufficiali giudiziari, senza le forze dell’ordine, non potranno eseguire gli sfratti per il periodo natalizio. La decisione è stata motivata dal prefetto con «l’assoluta mancanza di disponibilità di uomini in un periodo dell’anno, come Natale, in cui le forze dell’ordine sono già totalmente impegnate». Ieri la Confedilizia aveva ricordato la sentenza con cui il Tar del Lazio nel 2000 aveva dichiarato nullo il decreto del prefetto Mosino per la sospensione degli sfratti. «Ma io non ho emesso nessuna ordinanza - dice Serra -. Abbiamo verificato l’indisponibilità di uomini, si è presa la decisione tutti insieme».
La tregua natalizia è stata accolta con soddisfazione. «Ma l’emergenza casa a Roma sta esplodendo soprattutto per l’incapacità del centrosinistra - rimarca il capogruppo di An Sergio Marchi -. Appena mercoledì scorso il consiglio comunale ha stanziato 100mila euro per un inutile centro di ascolto a Ostia, quando si sarebbero potuti impegnare i soldi per dar casa alle 34 famiglie sfollate per l’esondazione del Tevere all’Idroscalo. Il fatto che il delegato del sindaco, Nicola Galloro, non abbia personale per stilare le graduatorie e pagare i buoni casa è vergognoso. I fondi del governo per i buoni sono disponibili da maggio. Se non si fosse perso tempo, si sarebbero potuti evitare centinaia di sfratti».
Anche sul tema della legalità Marchi chiede un intervento: «Il comitato ha il dovere di chiarire come intenda combattere le centinaia di occupazioni abusive portate avanti nell’indifferenza del sindaco, che impediscono di fatto alle persone regolarmente in graduatoria di accedere ad un alloggio». Nel 2003 si sono registrate a Roma 4.087 esecuzioni di sfratto, 6.212 nel 2004. «L’emergenza ha ormai raggiunto livelli intollerabili per le fasce più deboli - stigmatizza il capogruppo di An alla Provincia, Piergiorgio Benvenuti -. Tutto perché le maggioranze di centrosinistra, che negli anni hanno amministrato Roma, non hanno pianificato una soluzione del problema».