A Natale tavole imbandite più dell’anno scorso: ecco i menu mangia-crisi

La divisione è tristanzuola, come i segnaposti a tavola formato pungitopo. Il menu di Natale rappresenta il riflesso gastronomico dell’estratto conto, col bancomat cucinato a fuoco lento.
La ricetta dei gourmet specializzati nella lettura dei bilanci familiari sforna tre fragranti tipologie: «1)Le famiglie agiate il 24 cenano con ostriche, risotto allo champagne, frutti di mare, scampi e salmone norvegese. 2)La famiglia media opta per linguine al sugo d’anguilla o con la razza e il capitone. 3)Le famiglie in difficoltà economiche ripiegano su baccalà e spaghetti al sugo di pesce». Non tentate di fare i furbi sostenendo che «il baccalà è più buono delle ostriche», nessuno vi crederebbe.
Per salvare la faccia non vi resta che prendere la strada dei mercatini; lo hanno già fatto 8 milioni di italiani e pare si siano trovati bene. Secondo una indagine Coldiretti-Swg gli italiani non sono infatti disposti a rinunciare alle cose buone della tavola (56,2%) e per le feste amano soprattutto mangiare piatti tipici della tradizione (62,3%). Consumatori tipo: uomini, over 45 anni, del Sud. Da qui il successo dei prodotti a denominazione di origine, aumentati dell’8%; mentre crescono del 23% i consumatori che comperano cibi biologici.
I consumi di cibi e bevande sono quelli che fanno registrare per Natale l’andamento più favorevole con un aumento della spesa dell’1,8% superiore a tutti gli altri beni, fatta eccezione per farmaci e utensili per la casa. Conclusione: «In occasione delle festività compreremo prodotti alimentari tipici per un valore di circa 2 miliardi di euro da consumare nei cenoni o da regalare a se stessi o agli altri».
La confcommercio tira acqua al suo mulino: «L’orientamento verso regali utili come quelli alimentari è favorito dall’esistenza di cesti enogastronomici per tutte le tasche con prezzi che possono variare da poche decine a centinaia di euro a seconda dei prodotti».
Ma non pensiate che il troppo mangiare azzeri l’inventiva. Anzi. Lo sa bene Milano, che con il 21,8% detiene il record dei brevetti a tema natalizio depositati in Italia. Il capoluogo lombardo si colloca infatti al primo posto nella creatività per le feste, secondo un’elaborazione della Camera di commercio di Milano. I brevetti rilasciati a Milano sugli articoli natalizi sono 83: dall’albero con luci psichedeliche, alle stampe per dolci a forma di stella o di babbo natale; dalle basi da supporto degli alberi ai dai soprammobili luminosi, fino alle più tradizionali luminarie».
Per quel che riguarda il panettone sono 66 i brevetti rilasciati nel Milanese: di questi 62 nei marchi e 4 tra i modelli ornamentali. Per questi ultimi si va da quello a forma di zuccotto a quello sormontato da una capanna di cioccolato rappresentante la natività. Scena quantomai dolce.