Di Natale torna bomber Guidolin ringrazia la bambola di Madrid

Siamo all’anti calcio, è tutto un giro diverso, vendi, t’indebolisci e vinci. La gente non capisce, ma allora fino adesso ci hanno raccontato solo frottole? Sei una provinciale, ti capita di andare in testa, torni nel gregge e tutti pensano che stia nella normalità del calcio, ma poi invece di galleggiare per il resto della stagione, riemergi nuovamente. Qui non sanno neppure loro cosa stia capitando e dopo 48 secondi hanno già fatto gol. C’è questo Di Natale che si mette a passeggiare con il pallone fra i piedi in area e non è esattamente la sua. Ci sono in rosa almeno tre o quattro elementi già promessi o quasi, gente che a fine stagione lascia il Friuli e a nessuno viene in mente di dire che stanno già pensando ad altro. Questi non sono distratti, qui stanno stravolgendo le consuete e tradizionali regole del buon calcio. O siamo davanti a macchine da football o, come fa figo dire adesso, a questi gli hanno sostituito gli abituali chip del calciatore medio. Escono docciati con la borsa a tracolla e ti fanno: Oh finché dura...
Diciamoci la verità, se l’Udinese dovesse essere in cima al campionato a una giornata dalla fine con tre punti sulla seconda, continueremmo a non spiegarcelo e a guardarla di traverso. Deve essere una specie di autodifesa del tifoso quella di non accettare che qualcosa intervenga a oscurare il naturale andamento lento. Qualcosa di illogico sta accadendo in serie A, spiegateci una volta per tutte chi sarebbero questi Badu, Abdi e Doubai, diteci sotto quali reali spoglie si nasconde quel tizio con scritto Asamoah sulla schiena o Armero.
Occhio a questa gente perché qui c’è sotto qualcosa e Guidolin dovrebbe raccontarci la verità invece di riprovarci un’altra volta. Tira giù anche il Siena e coglie l’occasione per salvare perfino la bastonata di Madrid: «Se non avessi fatto turn over con l’Atletico, questa non l’avrei vinta». Poi un po’ si corregge: «Avevamo qualcosa da farci perdonare con tutti quei tifosi che ci avevano seguito in Europa league. Questa è una bella vittoria, cuore, carattere, qualità. Siamo primi? Ma senza illudere, e senza nasconderci». Arriva Pinzi e fa: «Ma no, è tutto normale, siamo lì perché tutti ci snobbano, noi in realtà non c’entriamo niente col resto». Appunto.
Intanto c’è un bravo ragazzo come Terzi a cui continua a girare la testa, colpa di Sannino che gli ha chiesto di seguire Totò Di Natale, uno che se apri le gambe ti passa sotto, ha occhi sparsi ovunque, e ieri è tornato in cima da solo alla classifica dei bomber con l’ottavo gol che vale il quinto successo consecutivo in casa. Guidolin dice che il Siena lo ha fatto soffrire, in effetti Bolzoni ha segnato il primo gol nella porta di casa di Handanovic. Ma ecco uno stralcio di cronaca vecchio stampo all’inizio del secondo tempo: al 1’ Asamoah stanga in porta, alto. Al 2’ destro di Floro Flores, para Brkic. Al 3’ mischia in area del Siena, casino. 8’ Floro Flores anticipato di un soffio da Brkic, un minuto dopo tocca a Pinzi, al 10’ palo di Floro Flores, Di Natale solo, fuori a porta vuota. Guidolin fa finta di niente e gira l’angolo, lo fermano e lo provocano: Mister, è primo un’altra volta, è deluso?
E lui: «Questa volta non dura solo due giorni... Questa volta dura fino alla fine della sosta». Pericolosissimo.