È Natale, il vescovo vuol boicottare lo shopping

da Milano

Sotto accusa, ora, è finito persino Babbo Natale. Non è l’ultimo capitolo di una guerra fra simboli religiosi, non è un problema di alberi boicottati (dopo i presepi). È una questione di consumi: il Natale sarebbe inquinato dal troppo commercio. E le critiche alla società consumistica, quella che riduce il Natale a un accumulo di regali sotto l’albero, hanno trovato nel signore con le renne un nuovo bersaglio.
L’ultimo appello è quello di Giuseppe Zenti, vescovo di Vittorio Veneto che, nella sua lettera per l’inizio dell’Avvento, critica il consumismo esasperato e se la prende proprio con Babbo Natale, che sta «scippando e defenestrando il Natale cristiano». Il sacco troppo pieno, l’idea di un vecchietto che porta i doni e che, forse, è più atteso dell’evento religioso. Il problema è la caduta dei valori, travolti da forme effimere di divertimento, «quello delle illusioni, dei luccichii e degli stordimenti - avverte il vescovo nella lettera, pubblicata sul settimanale diocesano L’azione - che distolgono l’attenzione dalle vere problematiche del vivere». Simbolo di questa caduta sarebbe proprio la figura di Babbo Natale che, secondo il prelato, dovrebbe trovare spazio in altri momenti. Tanto, «nell’anno civile c’è posto per tutti, persino per le stravaganze».
La battaglia contro le spese eccessive è portata avanti anche da un altro prelato veneto, il vescovo di Padova Antonio Mattiazzo. In occasione del primo weekend di shopping natalizio, il monsignore ha ricordato la possibilità di «boicottare» la corsa agli acquisti, almeno la domenica. L’intervento anti shopping, preparato per la prima domenica d’Avvento, compare sul nuovo numero del giornale della Diocesi di Padova, La difesa del popolo. «La virtù tipica dell’Avvento - sottolinea Mattiazzo - è la speranza, virtù teologale, cioè fondata sul rapporto con Dio. Abbiamo particolare bisogno di rimotivare e ridare vigore alla speranza. Vediamo, infatti, e sperimentiamo segni di degrado morale, spirituale, ambientale, segni di divisione, di violenza, di debolezza». In quest’ottica, «l’accoglienza nella fede e nella preghiera di Gesù Cristo che viene in questo Avvento è fonte di rinnovata speranza. Attingiamola abbondantemente dall’Eucaristia nel Giorno del Signore, non lasciamoci sedurre da un consumismo che svuota la domenica e il Natale del loro significato spirituale, ma anche umano e sociale». Il vescovo si richiama al convegno ecclesiale nazionale di Verona che - spiega - «ci ha prospettato il coraggio di boicottare lo shopping domenicale». Una proposta che rilancia a «cristiani e uomini di buona volontà, forti e liberi». E, al posto dello shopping sfrenato, il vescovo invita a promuovere «i valori relazionali, familiari, la carità e le opere di carità, la salvaguardia del creato».