Natalia, la donna che dipinge i Papi. Per amore

Nel solco della splendida e secolare tradizione del ritratto papale, sarà presto collocata nel Palazzo Apostolico l’ultima opera di Natalia Tsarkova, che ritrae il Pontefice nei magnifici paludamenti da celebrazione solenne. Il ritratto ufficiale (olio su tela, cm 120x150), finanziato dai Patrons of the Arts in the Vatican Museums, ha richiesto oltre due anni di lavoro; è stato presentato recentemente durante un’udienza privata, dove ha riscosso gli apprezzamenti del Santo Padre per le raffinate simbologie. Ancora per pochi giorni il quadro rimarrà nelle mani dei corniciai.
Affermata pittrice russa, ritrattista di papi e cardinali, della nobiltà italiana e straniera, della casa Granducale di Lussemburgo, nonché di importanti personaggi del mondo intellettuale e artistico, Natalia Tsarkova può vantare alcune sue opere esposte ai Musei Vaticani come i ritratti ufficiali di Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II.
Nel ritratto della Tsarkova, il Papa è seduto sul trono di Leone XIII (sul quale furono incoronati Pio XII e Giovanni XXIII), ammantato da uno splendido piviale rosso, colore simbolo della fede e dell'amore. In cima allo schienale figura lo stemma di papa Benedetto, elaborato dal cardinale Andrea Cordero di Montezemolo: una semplificazione dello stemma «inquartato» del titolo del cardinale Ratzinger, che reca al posto del tradizionale triregno, una mitria pastorale con tre fasce d’oro, come unico rimando alle tre corone simbolo del potere di Ordine, Giurisdizione e Magistero.
Il legno, squisitamente intagliato e dorato del trono ottocentesco, prende vita nel ritratto della Tsarkova: la colomba dello Spirito Santo spande veri raggi luminosi intorno alla mitria del Pontefice, mentre gli angioletti che sostengono i braccioli si animano: uno rivolge lo sguardo verso il papa, con ammirazione, e l'altro, fissa con gioia lo spettatore. Il Papa si appoggia simbolicamente su di loro; gli angeli, in quanto messaggeri di Dio, sostengono il suo ministero. Sulle ginocchia, il papa teologo posa la mano sul libro con i suoi discorsi, a significare la volontà di dialogo che porta alla pace e alla comprensione reciproca.
Il volto esprime il contrasto tra l’umiltà dell’uomo Joseph Ratzinger, con l’affermativa solidità della sua dottrina. Il gusto per la bellezza dei paramenti, indagati con virtuosismo dalla pittrice, le «pantofole» rosse che spiccano appena dal buio ai piedi della veste, rimandano a quell’amore per la tradizione che è una linea programmatica del nuovo pontefice. Sullo sfondo, il colonnato di San Pietro sotto un cielo corrusco di nubi: un tocco di drammaticità che è tratto tipico della pittura della Tsarkova, che scrive il proprio nome, discretamente, sul bordo della pedana, ai piedi del Pontefice.
Naturalmente, un Papa non si mette in posa. La pittrice ha potuto studiare da vicino il Pontefice durante le udienze ristrette e durante le celebrazioni. Il resto è stato elaborato da fotografie. Alcuni oggetti personali del Papa, come i mocassini rossi e le berrette, sono stati prestati all’artista perché li ritraesse dal vero, in studio. «Un ritratto vive attraverso l’energia che io catturo dal soggetto e che fisso sulla tela - spiega Natalia Tsarkova - importante è volere bene alle persone che si dipingono. Dipingere per me è come pregare. Papa Wojtyla mi incoraggiò a usare la mia arte per portare amore nel mondo; da allora ho capito che la mia strada sarebbe stata una missione, fatta anche di rinunce».