Nathalie Caldonazzo strega ironica e divertente

Giovanni Antonucci

John Van Druten è stato un autore teatrale assai fortunato al cinema. I Am a Camera è diventato il capolavoro di Bob Fosse Cabaret. Bell, Book and Candle un delizioso film di Richard Quine, intitolato Una strega in Paradiso, con James Stewart, Kim Novak e Jack Lemmon. Ora Una strega in paradiso è tornato sul palcoscenico, al Teatro Manzoni di Roma, in un adattamento italiano non firmato, che perde un poco della grazia e della magia del testo originale. Magia in senso letterale perché ne sono protagonisti dei «ghost», come li si definisce oggi: la bella Gilda, il suo gatto Cagliostro, l'estroso fratello Niky e la petulante zia Queene, con tutti i rischi del caso. Che cosa, infatti, succede se Gilda, dopo aver mandato a monte l'imminente matrimonio dell'editore Gianmarco, si innamora di lui, ricambiata con altrettanta passione? Ma se la magia e la bellezza insieme le hanno permesso di sedurre Gianmarco, è anche vero che le streghe innamorate perdono tutti i loro poteri. La commedia di Van Druten gioca con abilità su un motivo caro alla cultura anglosassone che piace ancora al pubblico. La regia di Silvio Giordani punta più che sulla magia sulla storia d'amore, mentre riesce con difficoltà a fronteggiare le intemperanze comiche di Roberto D'Alessandro e Sandra Caruso, che interpretano Niky e Queene. Nathalie Caldonazzo è una strega fascinosa e molto elegante, mentre Pietro Longhi impersona con misura l'editore innamorato.