Dalla National Gallery a Milano: la Natività mistica del Botticelliin una mostra all'Ambrosiana

Grazie ad uno scambio con la National Gallery di Londra, arriva la <em>Natività mistica</em> che verrà esposta, alla Pinacoteca Ambrosiana al fianco della <em>Madonna del Padiglione</em>

Nei primi tre decenni del Seicento il cardinale Federico Borromeo fondava e donava a Milano, dedicandola alla publica utilità, et al servitio di Dio, una biblioteca e pinacoteca a cui affiancava costitutivamente un Collegio di dottori e un'Accademia di insegnamento di disegno e scultura: un vero e proprio "progetto culturale integrato", il cui punto focale stava nell’intuizione che libri, quadri e statue non vanno semplicemente conservati e neppure soltanto mostrati e fruiti, ma debbono continuare a vivere nell’intreccio delle relazioni tra le persone, dalle quali fanno scaturire nuove "creazioni" di cultura e di pensiero. E ciò è puntualmente avvenuto in questi quattro secoli di storia, nei quali l'Ambrosiana è stata luogo fecondo per le vicende culturali e personali dei più grandi pensatori italiani ed europei.

Oggi come allora, la Pinacoteca Ambrosiana si impone sulla scena culturale italiana con  la mostra Apocalittico Botticelli, curata da Alberto Rocca, dottore della Biblioteca Ambrosiana. Un vero e proprio omaggio a Sandro Botticelli, che porta all’attenzione del pubblico due importanti opere del pittore fiorentino. Grazie ad uno scambio con la National Gallery di Londra, arriva nel capoluogo lombardo la Natività mistica che verrà esposta al fianco della Madonna del Padiglione già parte della collezione milanese.

Un prestito esclusivo reso possibile dall’invio a Londra del Ritratto di musico di Leonardo da Vinci che per la prima volta esce dai confini italiani. L’opera del genio fiorentino è uno dei pezzi fondamentali dell’esposizione Leonardo da Vinci pittore alla corte di Milano già definita la mostra del secolo. E per un Leonardo che se ne va, solo temporaneamente, però, ecco un Botticelli che viene e che nell’esposizione è raccontato e svelato sotto un profilo accattivante.

La Natività mistica è l’unica opera del Filipepi firmata e con un chiaro riferimento al periodo storico in cui viene realizzata. Sul dipinto si legge: "Questa pittura, sulla fine dell’anno 1500, durante i torbidi d’Italia, io, Alessandro, dipinsi nel mezzo del tempo dopo il tempo, secondo l’XI di san Giovanni nel secondo dolore dell’Apocalisse, nella liberazione di tre anni e mezzo del diavolo; poi sarà incatenato nel XII e lo vedremo [precipitato] come nel presente dipinto". La menzione dei non definiti torbidi d’Italia, del secondo dolore dell’Apocalisse, della lotta di Michele arcangelo e delle sue schiere contro il serpente antico conferisce a quest’opera un carattere particolare.

Che cos’è accaduto al Botticelli della Nascita di Venere o della Primavera? Se è pur vero che anche le tematiche esplicitamente collegate alla tradizione classica erano interpretate da Botticelli in chiave fortemente cristiana, la frequente scelta di soggetti sacri della sua produzione tarda dice la volontà di distaccarsi dai temi paganeggianti delle opere precedenti. Non solo. Lo stesso rifiuto delle rigorose regole prospettiche e, conseguentemente, delle proporzioni (la Vergine e il Bambino sono enormi rispetto agli altri personaggi) per un ritorno a quello che azzarderei chiamare un simbolismo gotico, ci dicono che qualcosa è davvero successo a Sandro Filipepi negli anni Novanta del Quattrocento.

La Natività mistica è stata scelta dal cardinale Angelo Scola come copertina della lettera di Natale che verrà consegnata nelle case dei milanesi durante le benedizioni natalizie. Privo delle connotazioni drammatiche della Natività mistica e caratterizzato da grande dolcezza, il tondo della Madonna del Padiglione può comunque essere definito "apocalittico", se superiamo l’interpretazione comune dell’aggettivo, per andare al suo significato più prettamente biblico di rivelazione. Aprendo le cortine del padiglione, gli angeli invitano alla contemplazione della Vergine Madre e rivelano il mistero cardine del cristianesimo, l’Incarnazione del Verbo: la Parola scritta nel testo sacro aperto ed adagiato sul cuscino, si è fatta tangibile nell’umanità di Gesù (dalla scheda di presentazione dell’opera).

Con la mostra Apocalittico Botticelli la Pinacoteca Ambrosiana si arricchisce con un nuovo capolavoro e celebra il Natale facendo un grande regalo alla città di Milano. Accanto al percorso tradizionale, al cartone della Scuola di Atene di Raffaello, alla Canestra di frutta di Caravaggio, all’esposizione dedicata ai fogli del Codice Atlantico di Leonardo, il visitatore dell’Ambrosiana avrà la possibilità di incantarsi davanti alla Natività mistica del Botticelli valorizzata, insieme alla Madonna del Padiglione, da un allestimento che pone in evidenza particolari, colori e meraviglie per scoprire l’opera del Filipepi.