Nato e Ue già in allarme per il film anti-Corano

Proteste in tutto l'Afghanistan. Il Pakistan convoca l'ambasciatore olandese. Sarkozy intima: L'Unione europea sostenga il governo dell'Aia

Un film che non è ancora uscito e che nessuno ha ancora potuto vedere sta già scatenando polemiche e preoccupazioni a livello internazionale, con tanto di convocazioni di ambasciatori, manifestazioni di piazza e accorati richiami alla cautela da parte di governi e perfino della Nato.

All’origine di tanto tumulto c’è un documentario della durata di 15 minuti realizzato da un deputato olandese, Geert Wilders, che ha raccolto l’eredità di Pim Fortuyn, il leader di un partito di destra ostile all’immigrazione di massa islamica, che nel 2002 alla vigilia di elezioni che si apprestava a vincere clamorosamente fu assassinato da un giovane estremista di sinistra.

Nessuno, come si è detto, ha ancora avuto l’occasione di vedere il cortometraggio: dovrebbe uscire su internet entro la fine di marzo. Ma ciò che se ne sa pare sufficiente a provocare reazioni alterate e vive preoccupazioni. Wilders ha infatti fatto sapere che il film intende dimostrare che il Corano, testo sacro della religione musulmana, è un libro fascista e che il profeta Maometto altro non era che un barbaro. Per molto meno (la realizzazione di un film intitolato «Sottomissione» la cui tesi era che la religione islamica reprime con la violenza gli elementari diritti delle donne) il regista olandese Theo Van Gogh è stato massacrato da un immigrato marocchino nel 2004 ad Amsterdam.

L’annunciato film di Wilders, che gira con la scorta per le minacce di morte ricevute, ha diviso il mondo politico e la stessa società olandese, tradizionalmente molto tollerante e aperta. Il premier conservatore Jan Peter Balkenende, sostenuto in questo solo da una parte della sua maggioranza, si è detto in totale disaccordo con le opinioni di Wilders, che ha più volte inutilmente pregato di rinunciare al suo progetto: teme l’esplodere in Olanda di gravi disordini provocati dagli immigrati musulmani, ma anche boicottaggi e attentati ai danni delle imprese olandesi nel mondo. Oltre a veder trasformare i 1600 soldati del contingente olandese in Afghanistan nel bersaglio preferenziale dei talebani: un portavoce della Nato si è già detto preoccupato in tal senso.

D’altra parte, il premier deve tener conto che un’autocensura di Stato sarebbe un pessimo segnale: proprio ieri la Commissione Europea ha ricordato che «la libertà di espressione non può essere limitata», ma ha anche allertato le delegazioni Ue all’estero per possibili disordini. E ieri Balkenende, che era in visita a Parigi, ha ricevuto la promessa di «sostegno diplomatico» da parte del presidente francese Nicolas Sarkozy. L’eurodeputato leghista Mario Borghezio, invece, ha invitato Wilders al Parlamento di Strasburgo.
Ma i peggiori timori riguardano ciò che sta avvenendo all’estero. Diversi Paesi musulmani hanno già criticato il film, migliaia di afghani hanno protestato in piazza, mentre Iran ed Egitto minacciano un boicottaggio economico contro l’Olanda, analogo a quello che colpì la Danimarca quando uscirono le famose vignette satiriche su Maometto. Il ministro degli Esteri del Pakistan ha convocato l’ambasciatore olandese per dirgli che considera il film di Wilders blasfemo e che non ha nulla a che vedere con la libertà di espressione.