Nato, esercitazione militare a Novara Chiarini: "Pronti a operare ovunque"

Simulazione di un'operazione Nato in uno scenario di guerra nella provincia piemontese. Generale Chiarini: &quot;Pronti a operare in qualsiasi parte del mondo&quot;<br />

Solbiate Olona - Un accampamento militare tra i boschi di Novara. Tende, centri direzionali, camionette, armi (rigorosamente scariche), finti terroristi e anche giornalisti. Non è una guerra vera e propria, ma neppure un war game di quelli in cui ci si spara con le pistole ad aria compressa. Tutto serio e riservato. Una precisazione: la tranquilla provincia piemontese non è stata coinvolta in nessun conflitto. Si tratta di "Noble Light 2010", un'esercitazione che è stata svolta nell'area addestrativa di Bellinzago Novaresedal Corpo di Armata di Reazione Rapida della Nato. Un fiore all'occhiello dell'esercito italiano comandato dal Generale di Corpo d'Armata Gian Marco Chiarini. Un centro gestionale in grado di organizzare e gestire qualunque tipo di azione.

Un pezzo di Afghanistan in Piemonte Non fosse per la luce autunnale della campagna piemontese, sembrerebbe un pezzo di Afghanistan incastrato nel Belpaese. Militari in assetto da combattimento, tende da campo, mitra a tracolla. Tutto in chiave moderna: è l'esercito del Terzo Millennio. Niente a che vedere con baionette e moschetti. La guerra si combatte anche a colpi di mouse. Una tenda gigantesca e dentro decine di soldati armati di personal computer: la gestione dell'informazione è il cuore dei conflitti moderni. "Sono stato un terrorista islamico", ci racconta uno studente di Relazioni internazionali. Si fa per dire, ovviamente."Ho simulato di essere un talebano e ho anche registrato un video di minaccia, come quelli di Bin Laden". Il video poi, come da copione, è stato recapitato al comando Nato che ha provveduto a gestire la situazione. "Sapersi interfacciare con la popolazione e i giornalisti è fondamentale. Per questo ci esercitiamo anche sul piano mediatico", racconta al Giornale il colonnello FrancescoCosimato, capo Capo Ufficio Pubblica Informazione del NRDC-ITA. "Una volta non ci preparavano ad affrontare queste situazioni. Ora un soldato deve essere pronto anche alla comunicazione, a trattare con i giornalisti, con la popolazione, ma anche con alti funzionari o ministri", ci spiega il generale Chiarini.

Chiarini: "Pronti a operare in qualsiasi parte del mondo" "L'esercitazione appena conclusa ha messo alla prova le capacità del Comando Nato in un'area di tensione, martoriata da lunghi conflitti e crisi politico sociale - ha dichiarato il generale Chiarini al Giornale.it -. Il ritorno positivo ed il plauso ricevuti dai controllori e valutatori dell'attività hanno dimostrato che il NRDC-ITA è pienamente in grado di essere al comando di un'operazione a guida Nato in qualsiasi parte del mondo". Come è successo nel 2005 in Afghanistan. Particolare attenzione è stata rivolta all'utilizzo e alla gestione delle nuove tecnologie, in particolar modo ai social network. "Saper comunicare con la popolazione, ma anche con i giornalisti, attraverso i new media è fondamentale per un esercito all'avanguardia. Abbiamo simulato anche questo, dei giornalisti ci hanno aiutato, comportandosi come avrebbero potuto fare esponenti dei testate di un possibile teatro d'azione", ci ha spiegato il generale.