La Nato insiste: servono altri 2.500 uomini

da Bruxelles

Alla missione Nato in Afghanistan, l'Isaf, servono altri 2.000-2.500 soldati. A poche ore dagli attacchi all'ambasciata Usa a Kabul e a militari italiani nell'ovest del paese, il comandante supremo delle forze armate Nato generale, James Jones, ha precisato così la richiesta avanzata agli stati membri che partecipano all'Isaf. Truppe necessarie, ha spiegato Jones, per «distruggere» i ribelli talebani soprattutto nel sud del paese, ma sempre più attivi anche in altre parti dell'Afghanistan. Solo venerdì il generale, ieri a Varsavia per partecipare a un incontro dei capi militari dei 26 stati membri, aveva parlato di una resistenza maggiore del previsto soprattutto al sud.
James Appathurai, portavoce dell'Alleanza, interpellato a Bruxelles da Aki-Adnkronos international, ha spiegato che quanto accaduto ieri «è un altro esempio della minaccia che grava sul popolo e il governo dell'Afghanistan, una minaccia a cui dobbiamo opporci. Questo spiega perché stiamo riflettendo su come rafforzare la missione, lo stesso segretario generale Jaap de Hoop Scheffer ha detto venerdì che servono più sforzi da parte degli Stati membri».
Per ora, tuttavia, resta da chiarire da chi possano giungere i soldati aggiuntivi. La Germania, citata da vari diplomatici come una possibilità, visto che i i suoi 2.700 soldati sono dispiegati nel più tranquillo nord, per ora non ha intenzione nè di inviare nuove truppe né di ridispiegare i suoi militari. Un rifiuto a inviare ulteriori truppe hanno già espresso anche la Danimarca e la Turchia, ed è assai improbabile che l'Italia possa mostrare una maggior disponibilità in tal senso.
La richiesta formale, del resto, dovrà essere attentamente formulata nel quartier generale di Bruxelles dai vertici militari dopo aver vagliato la possibilità di un consenso unanime, prima di approdare al Consiglio atlantico, l'organo dell'Alleanza che rappresenta i governi e che dovrà dare il via libero definitivo.
Venerdì il generale Jones aveva comunque spiegato che intanto sarebbe necessario che almeno gli stati membri impegnati in Afghanistan mantenessero «al 100%» agli impegni già presi, mentre per ora si è solo «all'85%».James Appathurai ha peraltro negato che quanto accaduto ieri sia il segno di un aggravarsi della situazione.
Alla riunione di Varsavia del comitato militare della Nato, che continuerà anche oggi, è stata comunque raggiunta una prima intesa. «Tutti hanno concordato sul fatto che le esigenze sulle quali i Paesi hanno concordato devono essere soddisfatte», ha dichiarato il colonnello Brett Boudreau, portavoce del comitato militare della Nato dopo un primo giro di consultazioni tra i capi della Difesa dei 26 Paesi membri.