«La Nato pronta a lanciare la bomba atomica per prima»

La Nato deve riformarsi, deve cambiare strategia, ampliare la gamma delle opzioni militari disponibili, inclusa la carta dell'attacco nucleare preventivo per evitare che un qualche Paese "canaglia" possa davvero sviluppare un proprio arsenale atomico.
La proposta choc è stata formulata da cinque ex capi di Stato maggiore della difesa di Stati Uniti, Germania, Gran Bretagna, Francia e Olanda i quali hanno avanzato questa e altre idee in un documento articolato, di oltre 150 pagine, che gira da un paio di settimane sui tavoli degli addetti ai lavori e che è stato presentato al Pentagono e al segretario generale della Nato, Jaap de Hoop Scheffer.
Il «manifesto» dei cinque ex eccellenti, i generali John Shalikasvili, Klaus Naumann, lord Inge, Henk van den Breemen e l'ammiraglio Jacques Lanxade è frutto di un lungo lavoro di analisi e presenta una analisi pessimistica della situazione. I tentativi di impedire la proliferazione di armi nucleari attraverso gli strumenti pacifici, diplomatici ed economici della «non proliferazione» stanno fallendo e l'Occidente non si rende conto del rischio che sta correndo. La diffusione delle armi atomiche è inarrestabile e la probabilità che scoppi un conflitto atomico, sia pure limitato è sempre più concreta.
Si deve perciò prevedere l'opzione di ricorrere per primi all'atomica in via preventiva, qualora fallissero le altre soluzioni. La Nato in effetti non ha mai rinunciato al diritto al «primo uso» della bomba. Ai tempi della guerra fredda l'impiego delle atomiche tattiche, a bassa potenza, era previsto per arginare le marea di mezzi corazzati sovietici.
Ora la questione è diversa e non a caso chi l'atomica la possiede - in particolare gli Usa e la Francia, mentre la Gran Bretagna è più defilata - ha già deciso che l'uso delle armi atomiche è legittimo in caso di attacco nemico condotto con armi di distruzione di massa o anche convenzionali... e non si esclude neanche il ricorso preventivo all'atomica. In pratica la Nato dovrebbe sottoscrivere quello che i suoi soci «atomici» hanno già deciso a livello nazionale. Ma un dibattito su questo tema rischia di spaccare l'Alleanza. E non a caso la Nato ha cercato subito di prendere le distanze dal documento: «Lo conosciamo, ma la Nato non l’ha fatto proprio e neppure intende modificare il proprio atteggiamento sulla base di questi suggerimenti», hanno affermato alcune fonti a Bruxelles. La Nato sta ovviamente riflettendo a nuove dottrine strategiche di difesa, per rispondere a sfide e minacce che si evolvono «La riflessione proseguirà anche al vertice di Bucarest, dove gli Alleati discuteranno di tutti gli assetti e gli strumenti della Nato», hanno precisato le stesse fonti. Ma l’agenda sarà definita dagli Stati membri «non certo da un rapporto esterno».
Per rimediare all’indebolimento dei governi nazionali e degli organismi internazionali, a partire da Onu, Nato e Ue, i generali suggeriscono una revisione completa di come la Nato funziona e della sua dottrina. Ad esempio dovrebbe essere abolito il sistema di voto «per consenso», eliminando i veti nazionali che di fatto appesantiscono l'Alleanza atlantica. Si dovrebbe decidere a maggioranza. Inoltre dovrebbe essere possibile ricorrere allo strumento militare anche prima che l'Onu dia il suo mandato, perché i ritardi costano migliaia di vite e distruzioni immense.
Di tutto questo si discuterà dunque al prossimo vertice dell'Alleanza atlantica, che si svolgerà a Bucarest in aprile, anche se appare difficile si arrivi a svolte così radicali.