Natura e arrampicata le frecce dell’Arco

Primo weekend di settembre in Trentino per la gara della leggenda

Con questa puntata della pagina Montagne del Giornale si conclude la serie di reportage-proposta estivi dedicati alle grandi montagne. Dopo la Valdossola, in Piemonte, e la Val d'Ayas, nel gruppo del Rosa in Val d'Aosta, siamo approdati nella Valle del Sarca in una località di bassa quota, Arco di Trento, per respirare l'atmosfera di una cittadina che vive di pane e arrampicata e dove, fra alcuni giorni, si terrà un importante evento mondiale.

Lorenzo Scandroglio

Agli occhi di chi non c'è mai stato Arco di Trento si presenta come una tranquilla cittadina di provincia, di quella provincia italiana che se ne sta un po' in disparte e che non finisce mai di stupire per la bellezza degli scorci paesaggistici che digradano sul lago, ma anche per aver dato i natali al pittore divisionista Giovanni Segantini (1858-1899), il più assoluto artista visivo dell'universo alpino. Situata a Nord della piana dell'Altogarda, la parte finale della valle del fiume Sarca che sfocia di qui nel Lago di Garda, Arco è protetta dalle montagne così che la vicinanza del lago contribuisce ad infondere un inatteso tepore a queste latitudini. La città si sviluppa alle pendici di una rupe rocciosa dalla quale un castello medioevale domina l'intera valle. Il castello offre un panorama incantevole della zona e una vista di suggestive rovine. Le abitazioni del centro storico, disposte appunto ad arco attorno alla rupe dell'antico castello, danno il nome alla cittadina. Qui è nata nel 1985 (in concomitanza con Bardonecchia) l'arrampicata sportiva in Italia, una pratica che proviene dall'alpinismo e che, proprio qui, ha acquisito una sua fisionomia autonoma guadagnandosi un ruolo nel pantheon degli sport. Non si sbaglierà a considerare Arco, la cui economia deve oggi molto anche all'arrampicata, una delle capitali mondiali della specialità.
ARCO ROCK MASTER
Quando nacque l'arrampicata sportiva portò nel mondo verticale un nuovo spirito, un nuovo stile, un nuovo colore, persino nell'abbigliamento che, fino ad allora, in montagna, aveva prediletto i toni opachi del fustagno. Le prime gare, consistenti in varie prove fra le quali una di velocità, una di altezza massima raggiunta e così via, si svolsero sulla roccia naturale. In seguito, con la concomitante fioritura dell'attività indoor, si sarebbe passati alla parete artificiale sintetica e Arco avrebbe visto sorgere, nei suoi confini, il primo Climbing Stadium d'Italia con una parete alta quanto un palazzo di sei piani. Così, mentre il Rock Master prendeva piede (l'appuntamento riservato ai migliori climbers del mondo che si svolge da vent'anni il primo week end di settembre e che richiama migliaia di appassionati della «disciplina» andando ben al di là dell'evento sportivo tout court), Arco diveniva sempre più la cartina di tornasole, ma anche il catalizzatore che contribuiva a generarlo e a fomentarlo, di un fenomeno in atto. Intanto, durante tutto l'anno, i bed&breakfast della valle presero a riempirsi di appassionati pronti a prendere d'assalto le falesie della sua cara, vecchia e intramontabile roccia. La chiave del successo dell'arrampicata sportiva, nonostante le critiche di certa parte della comunità alpinistica, è da sempre la sicurezza: essa infatti si svolge su pareti spittate, cioè chiodate molto vicine, dove l'eventuale volo è breve e fermato dalla corda. Eppure, se è vero che taluni dei suoi campioni esauriscono l'orizzonte delle proprie attività in questa pratica senza passare poi alla montagna vera e propria (come il neo campione del mondo, il lombardo Flavio Crespi che, almeno fino ad oggi, ha svolto attività esclusivamente sportiva), altri (vedi il tedesco Stefan Glowacz, ma anche l'americana Lynn Hill o il nostro Maurizio Zanolla detto «Manolo») hanno coltivato un'attività parallela sul cosiddetto terreno «d'avventura», cioè sulle pareti esposte e rischiose delle grandi montagne.
Oggi Rock Master consiste in una serie di prove in cui i grandi campioni si sfidano per ottenere la palma del migliore. Uno spettacolo da non perdere che quest'anno avrà luogo tra sabato 2 e domenica 3 settembre.
ARCO ROCK LEGENDS
La grande festa dell'arrampicata, perché tale sarà quella di Arco, avrà un prologo assolutamente inedito venerdì 1 settembre: si tratta della prima edizione di Arco Rock Legends, sorta di Oscar dell'arrampicata assegnato al miglior climber scelto fra alcune nomination a livello globale. Fra i finalisti la spagnola Josune Bereziartu, caso pressoché unico al mondo in cui la prestazione femminile (nella speciale gradazione dell'arrampicata l'iberica ha scalato il 9a+!) eguaglia quella maschile. Presentatrice d'eccezione Kay Rush giornalista, conduttrice televisiva e radiofonica, oltre che arrampicatrice e grande sportiva.

Info dell’evento: telefono (+39) 049.8808423 - www.rockmaster.com - Info alberghi: tel. +39 0464532255 - www.gardatrentino.it
lorenzo.scandroglio@tin.it