La natura ordina e l’uomo si uccide

Dopo La notte dei morti viventi di George Romero, E venne il giorno di M. Night Shyamalan, titolo né fedele, né suggestivo al posto dell’originale The Happening (L’evento).
Clima di terrore e sfondo rurale sono analoghi nei due film; invece che morti viventi, ora appaiono vivi suicidanti, ma tutto accade in 24 ore e la causa dei suicidi di massa è indicata solo da ipotesi, sempre come accadeva quarant'anni fa nel film di Romero. Ma qui non c'è l’effetto perverso di un satellite: c’è la rivolta della natura, impersonata dagli alberi. E allora il ricordo va a Il giorno dei trifidi. Ma i suicidi non avvengono ovunque: è una piaga dell'area fra New York e Filadelfia, poi di Parigi… Si può pensare che il dettaglio sia stato inserito per proporre il film al Festival di Cannes. Invano.
Tutto è un po’ già visto in E venne il giorno, ma almeno Shyamalan, come maggiore effetto speciale, punta sui ventilatori! È infatti il vento a diffondere la tossina secrèta dagli alberi, arrabbiati con l’uomo, proprio come lo eran gli uccelli nel film di Hitchcock. In confronto però Shyamalan è un semplice e i suoi personaggi sono pupazzi. Da indiano d'India, gli piace mostrare così gli abitanti degli Stati Uniti. L'insegnante di scienze naturali di Mark Wahlberg e la moglie (Zooey Deschanel) sono una spenta coppia in crisi, che fugge dalla morte senza far nulla d'eroico, né d'intelligente, salvo intuire l'origine del problema.
Lo spettatore scettico sulle apocalissi vegetali vedrà comunque bei paesaggi e case coloniche da American Gothic.

E VENNE IL GIORNO di M. Night Shyamalan (Usa, 2007), con Mark Wahlberg, Zooey Deschanel, 90 minuti