Naufraga anche l’ultima spiaggia Il Centro Est verso il commissario

The day after. Il giorno dopo la bocciatura della giunta del Municipio Centro Est proposta dal presidente Enrico Cimaschi (Lista Biasotti) la preoccupazione principale è quella di dare un significato agli eventi che hanno infiammato la sala consigliare di Villa Piaggio giovedì sera. In testa la Lega che dopo la discussione è uscita dall’aula determinando la sconfitta del centrodestra per 9 voti contro 11. Una decisione che farà discutere. Perché la scelta individuata da Cimaschi sembrava mettere tutti d’accordo. A partire dal Carroccio che dopo la sfiducia dell’ex presidente Aldo Siri (il 17 giugno scorso) ha sempre rivendicato un posto in giunta. E così, dopo tre tentativi andati a vuoto (l’ultimo con la terna targata Pdl formata da Elio Salterini, Alberto Loi e Roberta Bergamaschi) e la scure del commissariamento, Cimaschi giovedì sera ha proposto una «giunta istituzionale» formata dai capigruppo del Pdl (Luciano Gandini), del Gruppo Misto (Vicky Musso) e della Lega, Giannalberto Conte. Il colpo di fulmine era già arrivato il giorno prima con il Carroccio che metteva le mani avanti rivendicando il diritto di scegliere il proprio candidato, visto che dopo il passaggio dell’ex assessore Milena Pizzolo da An al Pdl e poi alla Lega, i rappresentanti del Sole delle Alpi in municipio sono saliti a due. «Obbedisco!», è la parola d’ordine di Conte che «onorato di essere stato scelto» si rimette agli ordini di partito. Anche se il consigliere non rinuncia a rimarcare come «in questo Municipio la Lega è stata sempre messa da parte e molti consiglieri della coalizione hanno spesso votato contro le mie mozioni sulla sicurezza e sull’immigrazione». Stessa linea per Milena Pizzolo che non ha digerito i tentativi di dialogo tra Pdl e Pd: «Ci sono stati accordi sottobanco contro la Lega». A dover giustificare la sua assenza è anche Maria Peter Piacentino dell’Udc passata nel centrosinistra al momento della sfiducia di Siri. Una defezione nella minoranza che nella situazione di parità che caratterizza il Municipio (con 12 consiglieri di centrodestra e 12 di centrosinistra) avrebbe permesso a Cimaschi di fare Bingo ed eleggere la giunta. La miccia l’accende Siri che dopo pesanti scambi di accuse coi consiglieri si attribuisce il merito «dell’assenza strategica» della consigliera. Salta sulla sedia il capogruppo dei centristi, Emanuele Russo, che assicura di aver «ricevuto dal coordinatore regionale Rosario Monteleone carta bianca» e non ci sta ad essere scavalcato: «Se fosse vero richiamerò all’ordine la consigliera». Che ieri è corsa ai ripari direttamente da Trapani dove «festeggio il compleanno di mia madre che compie proprio oggi 99 anni», ha assicurato Maria Piacentino. Anche se a disinnescare i rischi della la sua assenza c’era un’altra poltrona vuota, ma piena di interrogativi. Perché sulla mancata presenza di Alessandra Di Mattia del Pdl gira la voce di una telefonata col coordinatore regionale del Fli Gianfranco Gadolla. Dopo tre ore, a mezzanotte, tocca a Gandini fare il punto: «Per uscire dalla crisi abbiamo tentato più strade compresa quella del dialogo col capogruppo del Pd Giuliano Bellezza, ma le segreterie dei partiti si sono espresse contro. Oggi abbiamo tentato la via istituzionale». Ma è naufragata anche quella. «È un fatto politico molto grave», si limita a dire in chiusura Cimaschi. A questo punto la via del commissariamento è aperta, anche se prima che il consiglio comunale lo voti (a maggioranza dei due terzi) e il sindaco nomini il commissario si prospettano tempi lunghi. Sono i supplementari.