Naufragio Costa: «Inadeguato il risarcimento»

Troppo pochi gli 11mila euro proposti da Costa Crociere ai passeggeri della Concordia come indennizzo per il naufragio del Giglio. Il Giudice tutelare del Tribunale di Varese, infatti, ha negato ai genitori di un ragazzo minorenne presente sulla nave al momento del disastro, l’autorizzazione ad accettare per conto del figlio la transazione proposta da Costa Crociere.
Scrive il giudice Giuseppe Buffone motivando la sua decisione: «Non sussistono sufficienti elementi per autorizzare la transazione. La somma, infatti, va a coprire “tutti i danni” sofferti dai minori e, quindi, anche quelli non patrimoniali. Vi è, però, quanto a questi ultimi, che un evento traumatico, quale quello oggetto di autorizzazione, ha evidente vocazione plurioffensiva, non solo in senso soggettivo (più danneggiati), ma anche in senso oggettivo (più beni giuridici lesi). In altri termini, nel filtro del risarcimento, deve tenersi conto: delle sofferenze soggettive (orbitanti nel concetto di “danno morale”) e dell’eventuale danno biologico (anche meramente psichico)».
Esulta il Codacons: «Il vergognoso indennizzo da 11mila euro proposto da Costa Crociere è assolutamente insufficiente e inidoneo a risarcire tutti i danni, oggettivi e soggettivi, subiti dai passeggeri della Concordia, e rappresenta un beneficio più per la compagnia di navigazione che per i viaggiatori».
Commenti

Loreno Bardelli

Lun, 11/06/2012 - 11:35

Sin dall'inizio avevo scritto che la proposta di risarcimento formulata da Costa non avrebbe ottenuto grandi consensi da parte dei danneggiati in quanto decisamente irrisoria . A mio modesto parere il Giudice Tutelare , lungi dal voler sanzionare il risarcimento con un "punitive damage" ( non siamo , fortunatamente , negli USA ! ) , ha semplicemente valutato inadeguata la somma offerta da Costa , che ha mostrato motissime carenze nella gestione del sinistro ; somma che era forse stata accettata dai genitori solo desiderosi di far cassa : pochi , maledetti e subito ?