La nautica batte cassa al governo: più infrastrutture e nuove norme

I ricavi 2007 salgono da 5,2 a 6 miliardi. Il «nodo» della bandiera italiana

da Milano

Parte da Milano, secondo tradizione, il 48° Salone Nautico Internazionale di Genova, in programma dal 4 al 12 ottobre. Un Salone completamente rinnovato nelle sue strutture, tra cui il nuovissimo Padiglione B (firmato dall'architetto Jean Nouvel), fiore all'occhiello di tutto il quartiere fieristico con un'area espositiva di 20mila metri quadrati.
Dopo la presentazione dell'evento da parte del presidente della Fiera, Paolo Lombardi, che ha parlato del totale rinnovamento della manifestazione nel corso degli ultimi anni, molto atteso l'intervento di Anton Francesco Albertoni, presidente dell'Ucina, che con estremo garbo, ma senza mezzi termini, ha chiarito un concetto semplice: «Non vogliamo più discutere su quali siano le priorità per la nautica, ma su come metterle in atto». È questa la priorità che l'Associazione delle industrie nautiche spedisce a Palazzo Chigi. «Proponiamo - ha detto Albertoni - tre linee di azione a zero costi per lo Stato e per le sue casse.
La prima consiste nello sviluppo delle infrastrutture, la seconda riguarda la piccola nautica con una normativa per la locazione, la terza interessa la grande nautica con un regolamento che consenta ai grandi yacht di avere la bandiera italiana, un provvedimento che avrebbe grandi ricadute sull'indotto». Chiaro no?
Intanto il valore della produzione italiana delle imbarcazioni da diporto ha superato i 3,3 miliardi di euro nel 2007, con una crescita di circa il 12% sul 2006 (ma il 2006 aveva registrato un +18% sul 2005). Nel 2007 il fatturato globale del settore è di 6 miliardi di euro (5,2 nel 2006), mentre il livello occupazionale ha superato le 37mila unità. L'Italia si riconferma buona esportatrice, vendendo all'estero il 50% del valore della produzione. A Genova, intanto, saranno oltre 2.500 le barche esposte, 107 i superyacht (+18%), di cui 48 oltre i 30 metri.
Frena tuttavia la produzione di piccole e medie imbarcazioni (+5% nel 2007) e i risultati dei primi mesi del 2008 confermano la tendenza, appesantita dalla crisi dei consumi e dal caro petrolio. Continuano invece a tirare i megayacht, fiore all’occhiello della produzione nautica italiana, leader mondiale con 427 unità in costruzione nel periodo 2007-2008 e una crescita del 23% in termini di ordini, superiore alla percentuale mondiale del comparto, di poco inferiore al 20%.
A Genova ci saranno più di 1.500 espositori, il 37% dei quali internazionali. Ammiraglie dell’edizione 2008 due gioielli del made in Italy: il Baglietto 53 metri Gitana per le imbarcazioni a motore e il Perini Navi 45 metri Heritage per le imbarcazioni a vela.
Infine il neopresidente dell’Autorità portuale ligure, Luigi Merlo, si è guadagnato un lungo applauso: «Vogliamo - ha detto - che Genova diventi il porto di Expo 2015. Stiamo presentando un interessante progetto alle autorità lombarde e al governo. Noi ci crediamo».