Nautica, la guerra dei dazi rischia di bloccare la ripresa

Lettera a Tajani: «Fuori dalle ritorsioni yacht, motori e accessori. Il nostro settore tornerebbe in recessione»

Antonio Risolo

Rapallo (Ge) «No grazie. Abbiamo già dato, anche troppo». Ucina Confindustria Nautica ed Ebi (European Boating Industry) non ci stanno e scrivono al presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani: «Lasciate fuori la nautica dalle contromisure Ue in risposta ai dazi Usa. Per il settore sarebbe un durissimo colpo che bloccherebbe di fatto la ripresa in atto. I rischi sono grossi e duplici, soprattutto perché gli States sono il mercato di riferimento della nautica italiana che ne uscirebbe pesantemente penalizzata».

Fin qui la lettera, ma della guerra dei dazi se n'è parlato nel corso del Satec 2018 di Rapallo, la convention annuale della Confindustria Nautica.

Piero Formenti, nella sua duplice veste di vicepresidente Ucina e presidente Ebi, ha fatto il punto sui possibili danni che potrebbe causare l'inserimento della nautica nella blacklist dei settori interessati dalle contromisure da adottare contro quelle annunciate da Donald Trump. Con lo spaurachio, ipotesi estrema, di una seconda recessione nel giro di un decennio.

«Intanto - ha spiegato Piero Formenti - Bruxelles ha fatto slittare ai primi di luglio l'entrata in vigore delle ritorsioni perché evidentemente è necessaria una discussione più ampia. Nel frattempo i tecnici di Ucina ed Ebi stanno lavorando con gli esperti del presidente Tajani con il quale dovremmo avere un incontro a breve. L'auspicio è che si scongiuri il rischio di una guerra dei dazi, in particolare per quanto riguarda l'industria nautica, già penalizzata pesantemente sia dalla crisi globale sia da politiche poco lungimiranti e autolesioniste».

In attesa di capire come ci si sfila dal cappio-dazi, Satec 2018 ha fatto il punto sullo stato dell'arte del settore con il convegno «Scenari Economici, una rotta per la Nautica». Un settore in salute che ha saputo consolidare la crescita dopo gli anni della crisi.

«Una ripresa solida - ha sottolineato Carla Demaria, presidente di Ucina - Ora stiamo lavorando sui decreti attuativi del nuovo Codice della Nautica. Sono fiduciosa che il nuovo governo ne comprenderà la valenza e questo porterà a una spinta ulteriore per lo sviluppo del comparto. Abbiamo resistito al periodo più buio grazie all'export, ora sta tornando a lavorare anche il mercato interno».

La conferma arriva dai dati Assilea: nei primi 5 mesi dell'anno il leasing nautico è cresciuto del 29% in valore e del 23% in contratti rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente per un valore complessivo di 186.255 milioni di euro. «Gran parte delle risorse finanziarie che servono per acquistare le imbarcazioni in Italia - ha detto Enrico Duranti, presidente Assilea - vengono fornite attraverso i contratti di leasing. Abbiamo già fatto un record l'anno scorso e quest'anno siamo sopra il 20% rispetto agli stessi mesi dell'anno precedente. Oltre l'85% delle imbarcazioni immatricolate in Italia viene finanziato con il leasing». Con due aiutini determinanti: la riforma del Codice della Nautica e la stangata francese di montiana memoria sul diporto che sta provocando il controesodo di yacht e superyacht dalla Costa Azzurra verso i porti liguri.

«Oggi la bandiera italiana è decisamente più interessante - ha spiegato Demaria - C'è un contesto favorevole attorno a noi. I nostri concorrenti come Francia, Spagna, Grecia e Croazia hanno introdotto pesanti misure fiscali che favoriscono ulteriormente l'Italia. L'Europa ha avviato da tempo procedure di infrazione per il leasing e il noleggio nei confronti di Malta, Cipro e Grecia, mentre l'Italia è stata contattata per una semplice richiesta di chiarimenti dalla Commissione Europea in merito allo svolgimento dell'attività di noleggio e all'applicazione delle esenzioni fiscali. Questa è ancora una volta la testimonianza concreta del riconoscimento da parte delle istituzioni e del ruolo che Ucina svolge a supporto di tutta la filiera».

Nel corso della tavola rotonda, oltre ai rappresentanti delle istituzioni liguri, sono intervenuti Alessandro Plateroti, vicedirettore del Sole24Ore, Andrea Bianchi, direttore Area Politiche industriali di Confindustria, Alex Mazzoni, ad di Sos Yachting e Paolo Ghinolfi, ad Sifà (Gruppo Bper).