Il Nautico della riscossa naviga oltre la crisi

«Soddisfazione». Sta tutto in una parola il bilancio del 50esimo Salone Nautico, tracciato dal direttore generale di Ucina Marina Stella. Nonostante le 260.300 presenze, con un calo di visitatori del 7,2 per cento rispetto al 2009, la manifestazione fieristica esce, secondo la Confindustria del settore, rafforzata da questa edizione, grazie anche a un alto tasso di internazionalità, 1400 espositori e 2300 barche in mostra. Resta però ancora molto da fare, soprattutto nel rapporto con la città.
Quello che si è concluso domenica era stato annunciato come il Salone della riscossa della nautica nei confronti della crisi economica. Lo è stato?
«Possiamo dire di sì. A dispetto di un contorno esterno non favorevole abbiamo avuto un recupero fenomenale negli ultimi giorni. Con le proteste del primo sabato, che hanno influito pure sull'afflusso di visitatori della domenica, e il nubifragio di lunedì, che ha avuto strascichi anche martedì, pensavamo che sarebbe andata peggio. Se di nove giorni non ne avessimo potuti sfruttare solo cinque e mezzo avremmo avuto un incremento nelle presenze rispetto all'anno scorso. Per questo siamo soddisfatti: è un segnale positivo e concreto di ripresa, anche se ancora un po' scomposto».
Chi ne è uscito meglio?
«Chi ha avuto il modo e il coraggio di investire, è arrivato al Salone con modelli nuovi e innovativi. Pur con varie differenze a seconda dei comparti, è invece stato penalizzato chi si è lasciato spaventare dalla crisi oppure non ha potuto investire. Quel che è certo è che il mercato è di nuovo in movimento: sono stati staccati assegni e versati acconti. E abbiamo avuto pure una clientela nuova dal Sud America e dall'Asia, in particolare dalla Cina, mentre i russi, da un paio d'anni in calo, hanno ricominciato ad affacciarsi».
Se gli affari, insomma, non sembrano essere andati male, più difficile è stato il rapporto con il territorio: dopo le forti proteste all'inaugurazione, c'è stata anche una contestazione dei tassisti contro le auto di cortesia e le navette organizzate per i visitatori...
«Tutte le grandi fiere in giro per il mondo hanno questo tipo di servizio di accoglienza che è stato fortemente voluto dal Tavolo di Promozione della Città e che è comunque rivolto a una clientela che non avrebbe utilizzato il taxi. Purtroppo tale scelta è stata oggetto di polemiche sterili da parte di chi non ha capito l'importanza che ha il Nautico per Genova, anche attraverso l'indotto che crea. L'integrazione della manifestazione con il territorio non è ancora piena mentre invece altre città, durante eventi analoghi di caratura internazionale, si vestono a festa. Nello specifico basterebbe, per esempio, che i tassisti promuovessero una tariffa agevolata per i visitatori del Nautico, andando a intercettare una clientela nuova che non è certo la stessa del nostro servizio di cortesia».
Le barche della 50esima edizione sono ancora in darsena e Ucina pensa, insomma, già al 2011?
«Il Salone è per noi una priorità e il 21 ottobre ci riuniremo per fare il punto sulle istanze dei vari comparti raccolte in questi giorni. Per il prossimo anno vorremmo anticipare le riunioni con il Tavolo di Promozione per riuscire ad avvicinarci meglio al territorio e vorremmo allargare iniziative che abbiamo sperimentato in questi giorni con successo, come le prove in mare e le feste serali all'interno del quartiere fieristico. Nel frattempo continueremo a lavorare sui temi che ci stanno più a cuore: fiscalità, competitività, federalismo demaniale e sostenibilità ambientale. Durante il Salone è giunto in merito più di un segnale positivo da parte di esponenti del Governo».