Nautico al varo tra affari e polemiche

Ce ne fossero, e più spesso, di manifestazioni come queste, a Genova: il Salone Nautico numero 47 - oltre 2300 imbarcazioni di ogni misura, con una prevalenza di piccole barche, e circa 1500 espositori in maggioranza italiani, oltre alla presenza quest’anno di molti potenziali clienti cinesi e indiani - è stato inaugurato ieri in Fiera con la solita, festosa cornice di pubblico (peccato che mangiare un pezzo di focaccia al formaggio in vendita in uno dei punti ristoro costi 12 euro, il piatto più caro della Fiera). Qualche problema, presto risolto, prima dell’apertura dei varchi per i picchetti dei dipendenti dell’Eni e dei cantieri di Viareggio. A parte questo, si è visto subito un assaggio del gran movimento, della quantità di visitatori, delle ricadute economiche sulla città, e anche del dibattito e confronto particolarmente vivace sullo stato e le prospettive di un settore trainante dell’economia nazionale. Trainante, ovviamente, nonostante tutto quello che si fa, e soprattutto non si fa, a livello di governo. Lo sottolinea con forza, nel suo intervento alla cerimonia di inaugurazione, un compìto, ma risoluto presidente Anton Francesco Albertoni, al timone dell’Ucina, l’organizzazione che riunisce gli imprenditori del settore della nautica da diporto. In sostanza: il governo è poco sensibile ai problemi del comparto. «Nell’ultimo anno - attacca Albertoni, per niente condizionato dalla melassa del cerimoniale - abbiamo ricevuto segnali poco coerenti e in controtendenza». E specifica: «Ci sono segni effettivi di un’errata percezione della nostra immagine, che non fanno paura all’industria, ma che certamente colpiscono il diportista». La clava si abbatte direttamente sui responsabili dell’assunto che torna a definire indistintamente la barca un bene di lusso. Ma le rimostranze di Albertoni non sono ancora finite: il presidente dei costruttori ricorda anche che «da tre anni manca un regolamento di attuazione del codice nautico». E che fine hanno fatto la legge quadro per le aree marine protette e la normativa per il noleggio e la riduzione dei canoni demaniali per i porti turistici? (...)