Navarro lascia dopo 22 anni La voce del Papa è Lombardi

Andrea Tornielli

da Roma

Da mezzogiorno di ieri Joaquín Navarro-Valls, 70 anni il prossimo novembre, non è più il portavoce del Papa. Benedetto XVI, che proprio ieri è partito per un periodo di vacanza in Val d’Aosta ha nominato come direttore della Sala Stampa della Santa Sede il padre gesuita Federico Lombardi, che dirige da tempo - e continuerà a farlo - la Radio Vaticana e il Centro Televisivo vaticano. Già nell’annuncio della nomina è contenuto il grande cambiamento mediatico di cui Navarro è stato protagonista: la formula usata, «Il Santo Padre ha accolto la rinuncia presentata dal dott. Navarro-Valls» è quella che si adopera per i cardinali, gli arcivescovi segretari di congregazione e i vescovi diocesani. Segno della trasformazione che l’uscente portavoce ha impresso nell’informazione vaticana diventandone un indiscusso protagonista. Il Papa ha ringraziato Navarro «per il suo lungo e generoso servizio».
Padre Lombardi, classe 1942, originario di Saluzzo, laureato in matematica, studioso di teologia e filosofia, sacerdote dal 1972, scrittore e quindi vicedirettore della «Civiltà Cattolica», dal 1984 al 1990 è stato Provinciale dei gesuiti italiani. Negli ultimi quindici anni è stato direttore dei programmi della Radio Vaticana e quindi della Tv del Papa. «Il nuovo portavoce, lo conoscete, non comincia da zero», ha detto ieri mattina a Les Combes Benedetto XVI: «Padre Lombardi è molto esperto, lo sapete. Abbiamo fiducia in lui».
Il successore di Navarro ieri mattina ha scritto ai giornalisti accreditati in Vaticano, dicendosi «grato» al Papa e ai superiori per la fiducia. Ha ricordato di lavorare da tempo in questo campo «perché l’attività del Santo Padre e la realtà della Chiesa possano essere conosciute e capite in modo obiettivo e adeguato»; ha definito «eccezionali» le capacità del predecessore e ha aggiunto: «Non posso pretendere di imitarlo, ma potete contare sull’impegno che dedicherò, con i miei limiti ma con tutte le forze disponibili, a servire il Santo Padre e il vostro buon lavoro». Padre Lombardi ha concluso facendo notare la coincidenza come nel giorno della nomina si celebrasse la ricorrenza liturgica di San Benedetto.
La Sala Stampa ha quindi diffuso una dichiarazione dello stesso Navarro che si è detto «molto grato al Santo Padre che ha voluto accogliere la mia disponibilità, più volte manifestata, a lasciare l’incarico dopo un così lungo numero di anni». «Sono consapevole - ha concluso il giornalista - di aver ricevuto molto di più di quanto abbia potuto dare e perfino di quanto sia adesso capace di comprendere pienamente».
Per quale motivo Navarro è stato sostituito prima ancora di compiere settant’anni? Il portavoce aveva chiesto più volte al Papa di potersi ritirare, anche se negli ultimi giorni sembrava che l’avvicendamento si allontanasse e sull’aereo papale che tornava a Roma da Valencia, parlando con i giornalisti, aveva detto che sarebbe potuto rimanere ancora un anno.
In realtà in molti sapevano che aveva le valigie pronte. Pur avendo un ottimo e collaudato rapporto con Ratzinger (che gli ha chiesto di rimanere al suo fianco subito dopo l’elezione), il portavoce uscente non ha certo potuto contare sulla stessa facilità di accesso all’appartamento pontificio e sulla stessa consuetudine raggiunta con Papa Wojtyla, del quale era anche un consigliere. La scelta di Benedetto XVI prelude quasi certamente a una riorganizzazione di tutto il settore mediatico e alla ristrutturazione del Pontificio consiglio per le comunicazioni sociali che da un anno e mezzo non ha il segretario: in futuro Lombardi potrebbe assumerne la presidenza, lasciando a un collaboratore la gestione della Sala Stampa. Di certo, designando lui, sacerdote gran lavoratore e alieno da qualsiasi protagonismo, Papa Ratzinger intende riportare la direzione della Sala Stampa in un alveo di normalità ed essenzialità del lavoro.
I precedenti direttori sono stati Luciano Casimirri, monsignor Fausto Vallainc, Federico Alessandrini, monsignor Romeo Panciroli e infine Navarro.
A un laico è sempre succeduto un ecclesiastico e questo è avvenuto anche con la nomina di ieri.