Navarro Valls: «La sua ultima Via Crucis»

In occasione del terzo anniversario della morte di Papa Giovanni Paolo II, in esclusiva per il programma La storia siamo noi (questa sera su Raidue alle ore 22.50), Joaquín Navarro Valls, in un «faccia a faccia» con il conduttore Giovanni Minoli ricorda gli ultimi istanti di vita Karol Wojtyla. «Nel momento in cui lui è morto nella sua stanza, tra le persone che c’erano lì - ricorda l’ex direttore della sala stampa vaticana - non si è fatta nessuna preghiera di quelle tradizionali della Chiesa, per i morti. Ma si è pregato quasi spontaneamente un inno di ringraziamento, un Te Deum. Ringraziando Dio per la ricchezza di quella vita che era finita in quel momento».
Il giorno dei funerali, la folla istintivamente rivolta a Giovanni Paolo II ha gridato «Santo subito». Riguardo a questo, Navarro Valls sottolinea: «Il “Santo subito” era convinzione di molte persone. La cosa che mi ha colpito è stato che anche nella postulazione della causa di beatificazione dove si ricevono tutte le richieste e testimonianze, si sono ricevuti dei messaggi e lettere dal di fuori dell’ambito cattolico e anche cristiano chiedendo alla Chiesa cattolica un riconoscimento della santità di quest’uomo».
Quanto alla causa di beatificazione, Navarro Valls spiega: «La aspettiamo in tanti, questa beatificazione. Quando Dio vorrà, naturalmente. C’è una ricchezza straordinaria di documenti. Il fatto che tantissime persone, forse più di un centinaio, che lo hanno conosciuto da vicino, che hanno potuto testimoniare, raccontare tutto quello che conoscevano di quella vita e tutto quello che rimane, è una ricchezza straordinaria».
Alla domanda «che cosa ricorda degli ultimi giorni del Santo padre?», Navarro Valls rivela: «Ventiquattr’ore prima della morte del Santo padre tornavo alla sua stanza e lì è capitato quello che spero di ricordare per tutta la vita. Era un venerdì. Il Papa aveva, sin da quando fu ordinato sacerdote, una devozione particolare: fare tutti i venerdì la Via crucis personalmente. Quel mattino lui voleva esprimere qualcosa che noi, accanto a lui, non capivamo. Alla fine si è capito che voleva che qualcuno gli leggesse le 14 stazioni della Via crucis. E hanno cominciato a leggere e lui a seguire quella sua devozione personale. Era lucido certamente».