Nave-bus ora raddoppia: due battelli al posto di uno

La prossima settimana la compagnia armatrice farà la proposta ad Amt

«Un successo così neppure noi potevamo immaginarcelo». Gongola Lilli Lauro, responsabile delle relazioni esterne di Alilauro, la compagnia armatrice che cura il servizio della Nave bus per conto di Amt. E ne ha ben donde perché il battello che collega Pegli con Caricamento nei suoi primi sedici giorni di attività ha riscosso una marea di apprezzamenti e consensi tra i genovesi e i «foresti». Un successo certificato dai numeri: sono stati ben 21.173 i passeggeri trasportati dalla Navebus di Amt dal primo agosto, giorno dell’inaugurazione del servizio fino all’altro ieri. Con una media di 1.323 utenti al giorno. Niente male per un servizio che era stato fortemente voluto più di anno fa dall’ex assessore al traffico Arcangelo Merella, prima di essere ripreso e attuato concretamente dall’attuale giunta.
«Il trasporto via mare - ha ricordato a più riprese Paolo Pissarello, vice sindaco e assessore alla mobilità - è una risorsa che occorre incentivare ulteriormente e stiamo già pensando ad altri collegamenti da ponente e da levante per soddisfare le richieste dei cittadini». Ma l’alto gradimento di cui gode Navebus va cercato soprattutto nella sua natura di trasporto intermodale dove tutti i mezzi (autobus, metrò, battello) offrono un servizio integrato. Il biglietto per salire a bordo di «Celestina» o «Città di Fiorio» è infatti quello ordinario di Amt: 1,20 euro. Ed è valido anche per gli abbonamenti. Un vantaggio che i genovesi finora non si sono lasciati sfuggire. Il nuovo mezzo di trasporto pubblico via mare collega il ponente al centro cittadino in meno di trenta minuti e pare avere risolto anche il problema del viaggio con brutto tempo e mare mosso. «In questi casi il battello percorre il canale di calma, anziché il mare aperto, senza registrare dei ritardi sulla tabella di marcia. Questo ci fan ben sperare per la stagione invernale», spiega Lilli Lauro. Che sta valutando insieme ad Amt la possibilità di estendere il servizio Navebus anche al levante e a Nervi in particolare. «Ma prima - conferma la responsabile delle relazioni esterne della compagnia armatrice - devono essere conclusi i lavori di dragaggio nel porticiolo. Così al momento non è possibile far entrare a Nervi i nostri battelli». Un’altra ipotesi presa in considerazione in questi giorni prevede il raddoppio dei battelli, in via del tutto sperimentale, da Pegli a Caricamento per soddisfare le richieste dei cittadini e degli stessi turisti. Fin dai prossimi giorni. «Ho intenzione di chiedere all’azienda di trasporti genovese di valutare la possibilità di far partire una nave da Pegli e l’altra da Caricamento. In questi giorni purtoppo abbiamo dovuto lasciare molta gente a terra», aggiunge Lilli Lauro. In un primo momento «Celestina», il battello che ospita fino a 400 passeggeri, doveva essere rimpiazzata da «Città di Fiorio» che però ha una capienza più ridotta (312 posti a sedere). L’idea a cui si sta lavorando è invece quella di mantenere entrambe le corse almeno per un po’ di tempo. Di certo i genovesi gradirebbero. Basti pensare che giovedì scorso sulla nave - battello sono saliti ben 2.204 passeggeri, che ad oggi rappresenta il record per Navebus. Paradossalmente il giorno di minor affluenza è stato, invece, il primo agosto, quello dell’inaugurazione, con 413 passeggeri giornalieri. L’altra domenica due corse hanno registrato il tutto esaurito con 800 passeggeri ed è facile immaginare che la stessa cosa si ripropporà nella giornata di oggi. In genere le corse più gettonate sono quelle delle 7,15 e delle 8,30, oltre che delle 17,20 ma per salire sul battello c’è tempo fino alle sei e mezza di pomeriggio. Il servizio di Amt e Alilauro è attivo sette giorni su sette, con orari differenti a seconda che si tratti di giorni feriali oppure festivi e prefestivi. In soli diciotto giorni di servizio il battello che collega molo Archetti al porto antico è passato da una media di 1300 passeggeri al giorno nella prima settimana, ai duemila negli ultimi sette giorni. L’esperimento - ricordano i responsabili della compagnia armatrice che cura il trasporto - durerà fino al prossimo 31 ottobre. Unico neo: il ricovero notturno del battello. A calata Gadda la banchina è troppo alta. Cercasi un altro rifugio disperatamente.