Una nave ferma a Borgio

Un’altra prima nazionale per il festival di Borgio verezzi. Questa sera, domani e sabato, sempre copn inizio alle ore 21.30, in piazza sant’Agostino andrà in scena «Rien a signaler (Una finestra sul Mediterraneo)». Il testo è nato dalla penna di Simone Gandolfo e da quella di Fabio Beccacini, entrambi amanti di Jean-Claude Izzo, lo scrittore marsigliese autore della trilogia che vede come protagonista Fabio Montale e di altri romanzi, tra cui «Marinai perduti», a cui «Rien a signaler» è liberamente ispirato.
L'idea dello spettacolo, di cui sono protagonisti Paolo Graziosi, Sergio Romano e Sara Cianfriglia, è quella di raccontare i diversi modi che ha il tempo di scorrere: lento per chi corre verso la disperazione, oppure veloce per chi accoglie i colori che la vita prende nel suo scorrere. Al centro della vicenda due uomini, un capitano e il suo secondo. Si racconta la storia di un cargo, il «Solea», attraccato da tanto tempo, troppo tempo, in un indefinito porto del Mediterraneo, da cui non salperà più. In questo largo, malinconico addio, i protagonisti evocano i sapori delle loro terre, terre di olivi, terre difficili, dove ogni metro è strappato alla macchia col sudore della fronte.
E poi c'è lei: Marlene, una prostituta, figlia di una prostituta, con un padre fuggito senza avere mai visto il suo volto. Eppure a vederla non si prova pena né compassione: solo gioia. I loro destini si scontrano e c'è lo schianto. Dapprima sembra che tutto possa aggiustarsi quasi per caso, che gli ingranaggi possano tornare a girare. Ma non è così semplice, perché chiusi in un cargo attraccato nel «cimitero dei dinosauri», i sogni si può solo sognarli. Per viverli bisogna scendere la scala, cosa che, come spiegherà il secondo, non è facile per nessuno. Ma alla fine una fiamma di speranza resta accesa. Perché ci sarà sempre un marinaio perduto a raccontare questa storia, purché ci sia qualcuno che voglia ascoltarla.
«Rien a signaler» è una ballata, disegnata dalle canzoni di Gianmaria Testa.