In NaveBus come in crociera da Pegli al Porto antico al costo del mezzo pubblico

Se ne parlava da anni, senza trovare uno sbocco. L’allora assessore alla Mobilità, Arcangelo Merella, s’era dato da fare parecchio, scontrandosi con le pastoie della burocrazia più che con lo scetticismo degli eterni indecisi. Poi, l’improvvisa accelerata impressa dall’Amt e dal sindaco Marta Vincenzi. E ieri mattina, finalmente, alle 7 e 15 in punto, la partenza della prima corsa del battello della compagnia Alilauro, dal Molo Archetti di Pegli alla volta del Porto antico. Sedici persone a bordo, «paganti», che hanno deciso di prendere il «vaporetto» invece del bus per recarsi in centro, complice la splendida giornata di sole e cielo azzurro (diventeranno quasi 400 al termine delle corse). È decollato così, senza squilli di tromba, ma con ottimi auspici, il nuovo servizio «NaveBus», linea via mare identica al bus per quanto riguarda il costo del biglietto, ma completamente diversa dal trasporto pubblico tradizionale per tutto il resto. Basta fare la prova a bordo: una moderna unità consente a circa 300 passeggeri di stare comodamente seduti o godersi la traversata nei due sensi sul ponte esterno, completando in mezz’ora il percorso da ponente al centro e viceversa avendo a disposizione 16 corse giornaliere nei giorni feriali e 8 al sabato e festivi. Orario partenze: dal Porto antico alle 6.45, 7.50, 9.05, 12.15, 13.30, 14.45, 17.20 e 18.35 (sabato e festivi: 8.45, 9.50, 14.30 e 18.30); da Pegli (in agosto, il parcheggio di Molo Archetti è gratuito) alle 7.15, 8.30, 9.45, 12.50, 14.05, 15.20, 18.00 e 19.15 (sabato e festivi: 9.15, 10.30, 15.15 e 19.15). Una sfida, ma ragionata, come hanno spiegato ieri Marta Vincenzi, l’amministratore delegato di Amt Hubert Guyot, il presidente dell’azienda mobilità e trasporti, Bruno Sessarego, l’armatore Vincenzo Lauro e Lilli Lauro (relazioni esterne di Alilauro). Non ne ha spento certo l’entusiasmo il «tamponamento», da parte della NaveBus, di una cancellata (al molo, nei pressi di piazza delle Feste) che ha battezzato l’esordio del servizio: «Nulla di grave», spiegherà il comandante Antonio Persico poco prima della presentazione dell’iniziativa. «Durante la manovra in arrivo abbiamo trovato il cancello chiuso e l’abbiamo colpito accidentalmente, ma si è risolto tutto subito e senza conseguenze per la nave».
Difatti, i viaggi non hanno subito interruzioni, né ritardi. In sostanza: con un unico biglietto di trasporto urbano integrato (che consente l’accesso a funicolari, ascensori, autobus, metropolitana e treno), da ieri e fino al 31 ottobre, termine fissato per la fase sperimentale del servizio, si può andare anche in battello dal Porto antico a Pegli e ritorno, seguendo una rotta spettacolare all’esterno della diga foranea, all’interno invece in caso di mare agitato. «È un esperimento anche per noi - spiega Guyot -. Pensiamo che si riveli una sfida vincente per l’elevato potenziale di utenza. Intanto, il servizio rappresenta un’integrazione ai nostri servizi unica a livello nazionale. Fra tre mesi avremo elementi per fare valutazioni in termini di efficienza e gradimento». Particolarmente soddisfatta Marta Vincenzi, salita a bordo per collaudare direttamente la traversata: «Siamo interessati a inquadrare i possibili sviluppi, anche se nulla è dato per scontato. Dovrà essere valutata, infatti, l’economicità del servizio nella logica dell’inserimento e dell’integrazione del trasporto pubblico». Unico neo, il calvario autorizzativo. «Solo poco prima dell’avvio dei motori per il primo viaggio - sospira il sindaco - abbiamo avuto l’ultimo via libera burocratico, anche se non per via di responsabilità dirette dei vari soggetti interessati come Capitaneria di porto e Autorità portuale. Il fatto è che c’è una quantità di competenze che si sono sovrapposte negli anni e non hanno mai permesso alla città di riappropriarsi del mare. È un lavoro in cui ci dobbiamo impegnare». Nel frattempo la nave va. E col vento in poppa.