Le navi italiane con il bollino del mare blu

(...) antinquinamento con l'obiettivo di raggiungere la totale adeguatezza alle stesse e di ottenere una certificazione riconosciuta in tutto il mondo: la Marpol 73/78.
Si tratta di una convenzione internazionale per la prevenzione dell'inquinamento dell'ambiente marino causato dalle navi mercantili, dalla cui applicazione, come si legge nell'articolo 3 della convenzione, sono però escluse le navi da guerra, le navi ausiliarie o altre navi di proprietà o gestite da uno Stato ed utilizzate solo per fini governativi e non commerciali. «La Marina Militare Italiana - dichiara l'ammiraglio di Squadra Franco Paoli - si è posta all'avanguardia tra le Marine Militari nel mondo scegliendo di sottoporre volontariamente le proprie unità navali alla verifiche che la certificazione stessa richiede obbligatoriamente solo alle unità mercantili. La Marina Militare sente questo come un dovere morale del cui rispetto andare fieri, ponendo in essere nei confronti dell'ambiente nel quale essa opera tutte le attenzioni opportune e necessarie tenendo fede alla propria consolidata tradizione di cultura del mare e per il mare». La certificazione Marpol sarà ottenuta, grazie ad una preziosa collaborazione con il Registro Italiano Navale (Rina), da tutte le unità della flotta a partire dall'antica nave scuola Amerigo Vespucci che, più di tutte, simboleggia e nello stesso tempo custodisce le tradizioni marittime dell'Italia. Ieri proprio a bordo della Vespucci, ormeggiata al porto di Livorno, il comandante Massimo Vianello, ha ricevuto da Ugo Salerno, amministratore delegato del Rina, la certificazione di aderenza alla Marpol in una cerimonia che, pur nella fierezza e nella disciplina tipica dei corpi militari, ha lasciato spazio a momenti davvero emozionanti.
«La Marina Militare con questa sua iniziativa ha dato prova di assoluta coerenza - ha dichiarato Ugo Salerno -, dimostrando che la difesa dei mari passa anche per la salvaguardia del loro equilibrio ambientale e che la protezione della natura è un preciso dovere morale di ogni organizzazione e di ogni individuo. Quest'iniziativa fa sentire l'orgoglio di essere italiani». Salerno ha continuato poi il discorso definendo storico l'evento di ieri sia per la scelta della Marina di adottare, nonostante la sua invidiabile competenza tecnica, uno standard internazionale sviluppato da terzi sia per l'aver portato a termine un piano di formazione efficace e completo rivolto agli ufficiali ed al personale di bordo andando ben al di là di quanto richiedano le norme.
Il 6 luglio è davvero una data storica e bisognerà ricordarla perché, come sostiene il capitano di vascello Pietro Pellegrino, l'Amerigo Vespucci, maestra di generazioni di marinai della Marina, ancora oggi ci ha insegnato come da antichi materiali ed antichi modi di andar per mare si possa e si debba «lanciare lo sguardo oltre l'orizzonte» per raccogliere le impegnative sfide ambientali e tecnologiche del futuro.