«Navigatori», Garmin accelera acquisito il distributore italiano

da Milano

Il fidanzamento durava dal 1991, impossibile rinunciare al matrimonio. E così ecco che Garmin, l’azienda multinazionale americana fai-da-te (progetta, produce e vende in proprio navigatori e strumenti Gps per la comunicazione e trasmissione di informazioni) si è finalmente fatta avanti con una dichiarazione - trasformatasi in lettera d’intenti - per un contratto che verrà firmato entro fine anno. Quando Sinergy spa, l’azienda che da 16 anni cura gli interessi e la distribuzione nel nostro Paese, diventerà ufficialmente Garmin Italia. «L’unico dispiacere di perdere il nostro marchio storico è di tipo emotivo - spiega l’amministratore delegato (presente e futuro) Sandro Ligossi -, d’altra parte l’incorporazione in un’azienda così importante è il segnale del nostro successo e della nostra affidabilità».
La storia insomma è quella di un business vincente: Garmin, nata nel 1989 per opera di due ingegneri aerospaziali - Gary Burrell e dr. Min Kao - si è prima specializzata in forniture militari, per poi passare a strumenti per la navigazione marina e infine entrare nel grande consumo con i navigatori per auto e gli strumenti per lo sport. Settori che hanno assicurato per il 2007 un fatturato stimato di un miliardo e 230 milioni di dollari (+64% rispetto al 2006) portando le azioni quotate al Nasdaq dai 55 dollari di inizio maggio agli oltre 100 della quotazione attuale. Su questa scia, ovviamente, si è mossa anche Sinergy che ha fatto registrare dati più che confortanti sintetizzati così da Ligossi: «Nel 2006 abbiamo venduto circa 170mila pezzi per un fatturato intorno ai 60 milioni di euro. Per quest’anno toccheremo i 300mila pezzi e il fatturato dovrebbe attestarsi a 78 milioni».
Tra due aziende così il matrimonio dunque diventa inevitabile, in un momento in cui l’elettronica di consumo fa registrare un trend in continua ascesa nei settori più vicini a Garmin, che per i più iniziati significa «automotive» e «outdoor&fitness». Risultato: sempre più prodotti a prezzi accessibili ai quali si accompagneranno anche strumenti più tecnologici e servizi arricchiti. In pratica una sintesi degli ultimi modelli usciti sul mercato dei navigatori, il nüvi 600 - che rappresenta il top della gamma - e i 200 e 250 con maxi schermo. Annuncia Ligossi: «Abbiamo già messo a disposizione - e gratuitamente - sul nostro sito il database degli autovelox e l’ultimissimo archivio di campeggi e sagre di paese. Sono facilmente scaricabili dai nostri clienti e rappresentano un valore aggiunto. In più Navteq sta lavorando per le mappe in 3D, mentre presto aggiungeremo gli itinerari artistici e piccole “guide audio” per le grandi città. Il navigatore insomma non sarà più solo un prodotto, ma anche un servizio di cui l'utente può beneficiare». Un vero proprio invito a partecipare insomma, come in ogni matrimonio che si rispetti.