Navigli, il sindaco blocca i lavori e salva la Cdl

L’azzurro Lupi: «L’ok per le nuove opere dovrà essere dato da tutti gli alleati»

Niente lavori. Bloccata l’isola ambientale dei Navigli. Almeno per ora, almeno fino a quando non sarà terminato il parcheggio subacqueo sotto la Darsena e i cui lavori cominceranno già a luglio. Ignazio La Russa incassa una vittoria annunciata dal silenzio del sindaco Gabriele Albertini che, già nei giorni scorsi, ha evitato di «scendere in campo» in difesa dell’assessore Giorgio Goggi. Suo fedelissimo e già per la seconda volta affondato dai siluri di Alleanza nazionale. Era già successo con la circolazione canalizzata e il centro a spicchi. È ricapitato con il progetto di pedonalizzazione delle Alzaie.
Bocciato ieri dopo la scenataccia di La Russa di venerdì scorso. Lo stop durante il pranzo a cui Albertini ha invitato i colonnelli di An e Forza Italia. Presenti, oltre a La Russa, il vicesindaco Riccardo De Corato e i commissari azzurri Maurizio Lupi e Luigi Casero. Alla fine tutti d’accordo: l’isola ambientale non s’ha da fare. «Prima di prendere decisioni non legate a lavori già in corso - spiega Lupi al termine -, bisognerà ottenere il via libera dell’intera Cdl».
Per questo del Comitato attuatori del traffico entra a far parte anche Bruno Simini, capodelegazione in giunta di Fi. Insieme a sindaco, vicesindaco e assessore ai Trasporti (Goggi) dovrà valutare la fattibilità del progetto Darsena-Navigli. Su cui poi peserà anche il giudizio dei partiti. Che daranno il via libera, pur avendo già espresso un parere piuttosto chiaro: l’isola si farà solo quando sarà ultimato il parcheggio. «Le due operazioni - aggiunge Lupi - devono procedere contestualmente». Tre anni di lavori per il parcheggio e, dunque, isola ambientale rimandata di almeno due.
«Sulla questione delle isole pedonali porteremo al Comitato attuatori gli aspetti esecutivi di tutte le opere e vedremo la situazione contrattuale caso per caso - spiega Albertini -. Le isole già appaltate sono impegni che naturalmente non possono essere disattesi perché ci sono dei diritti legittimi degli appaltatori e dei promotori finanziari. L’isola pedonale dei Navigli si farà e si farà un parcheggio aumentato da 700 a mille posti sotterranei. La tempistica sarà contestuale, cioè si avvieranno i lavori in modo che siano conclusi lo stesso giorno». Nessun rischio di dimissioni per l’assessore Goggi. «Anche l’onorevole La Russa che mi è sembrato molto tonico su questa vicenda - ribatte il sindaco -, non le ha richieste. E quindi non vedo a quale titolo dovremmo considerarle».
«Goggi? Non è un avversario, ma nemmeno una risorsa per Milano. A noi interessa solo che la città non venga danneggiata», affonda ancora una volta La Russa. Spalleggiato dall’assessore Giovanni Bozzetti. «Come volevasi dimostrare - aggiunge -, la conferenza stampa convocata venerdì era inutile e inopportuna. Il comportamento di Goggi ha alimentato inutili e dannose tensioni all’interno di una maggioranza che invece vuole rimanere compatta e coesa».
E, proprio per questo, al termine del vertice Lupi annuncia che prima dell’estate la Cdl «organizzerà un grande seminario sui temi del traffico, dei cantieri, dei lavori pubblici e della viabilità». Invitati il sindaco, i responsabili dei partiti, gli assessori e i consiglieri che dovranno stilare un piano delle priorità, un’agenda dei lavori da settembre alle prossime elezioni amministrative di primavera.
Ieri il grande assente era il Carroccio. «La sua presenza non era prevista», stempera Casero che per il rimpasto annuncia tempi brevi. «Entro fine settimana incontreremo il segretario Giancarlo Giorgetti che è rientrato solo oggi dagli Usa. La Lega rientrerà in giunta, bisogna solo trovare l’assessorato più confacente all’uomo che ci proporranno. Sicuramente avrà deleghe importanti».
«Hanno commissariato il commissario - ironizza il capogruppo Ds Emanuele Fiano -. Milano rischia di vedere congelati questi mesi di lavoro a causa della crisi interna alla maggioranza. Che, di fatto, ha legato mani e piedi al sindaco e all’assessore Giorgio Goggi, per paura degli effetti elettorali dei troppi cantieri non graditi ai milanesi».

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