«Navigli: spaccio intorno ai locali e schiamazzi fino a tarda notte»

ACCUSE I residenti: «Troppi tavolini e sedie, in caso di emergenza soccorsi ostacolati»

Fotografie, documenti, verbali di esposti e di petizioni: c’è una battaglia di anni raccolta nel “libro bianco” dei comitati della zona Navigli, presentato ieri presso la sede dell’associazione ChiamaMilano.
Il materiale messo assieme documenta i problemi cronici della zona: il degrado, lo spaccio che ruota attorno ai locali della Movida, il rumore e la ressa degli avventori dei locali fino a tarda notte, il traffico che si crea da una certa ora in poi.
«Avevamo stilato, assieme al Consiglio di zona 6, un regolamento che disciplinasse il quartiere, ma al momento della firma il Comune si è tirato indietro ed è rimasto lettera morta – afferma Gabriella Valassina, del Comitato dei Navigli -. L’amministrazione ha continuato a concedere licenze ai locali senza rispettare la legge, che mette al primo posto la tutela dei cittadini rispetto agli esercizi commerciali: nel quadrilatero di vie racchiuse dai Navigli abbiamo contato ben 210 locali notturni».
Birrerie e ristoranti, denunciano i residenti, si sono allargati sulle sponde dei Navigli in situazioni al limite della legalità: «I cinque barconi adibiti a locali non pagano l’occupazione del demanio pubblico da anni – sostiene Marina Varriano -. Mentre la scorsa estate i locali si sono organizzati in associazioni culturali per avere l’autorizzazione dal Comune ad occupare le due sponde con tavoli e sedie, risparmiandoci oltretutto l’80 per cento di tasse: di “cultura”, però, neanche l’ombra».
Secondo i Comitati della zona – che intanto hanno presentato una diffida al sindaco Moratti, raccolto firme a sostegno di una petizione e intendono rivolgersi alla magistratura - in alcuni casi i gestori dei locali avrebbero addirittura subaffittato gli spazi all'aperto agli ambulanti al prezzo di 45 euro a serata.
E intanto il proliferare di tavoli, sedie, bancarelle e tendoni provoca, dicono i residenti, anche problemi più gravi: «Ambulanze e vigili del Fuoco – continua Varriano - non riescono a raggiungere le abitazioni in caso di emergenza perché le vie sono occupate dai tavoli».
E un capitolo a parte riguarda la Darsena: «Da trent’anni è lasciata al degrado – afferma Roberto Rivolta, del Comitato abitanti quartiere Naviglio Pavese -. E adesso intendono farci un parcheggio interrato da settecento posti, che porterà solo altro traffico. Noi chiediamo che il Comune sciolga il contratto con la società incaricata del progetto».