La Navratilova si innamora di «Olivia» e divorzia dalla carta di credito gay

La tennista, testimonial di Rainbow card, non condivide più le scelte di marketing e chiede 75mila dollari di danni. Ma di mezzo c’è un altro contratto

Federica Artina

Un divorzio a tutti gli effetti. Con tanto di strascico polemico in tribunale e la richiesta di soldi, tanti soldi. Martina Navratilova, la celebre tennista nove volte campionessa sui prati del torneo di Wimbledon, ha deciso di abbandonare la sua decennale partner «Do Tell» per unirsi a Olivia. Niente gossip sentimentale, però. Il tradimento di cui si è resa protagonista la tennista è puramente commerciale: la «Do tell Inc.» è infatti la società americana che commercializza «Rainbow Card», una carta di credito per gay e lesbiche di cui la Navratilova è testimonial dal 1995, mentre Olivia è in realtà «Olivia Travel», un’agenzia viaggi specializzata per un target omosessuale. Due realtà molto vicine a Martina, 48 anni, omosessuale dichiarata da anni e quindi sponsor ideale per entrambi i marchi.
Dalla fine del 2004, però, i rapporti tra la Navratilova e la «Do Tell» iniziano a naufragare: la compagnia decide infatti di sponsorizzare due serie televisive in onda sulla televisione via cavo americana - The L world e Queer as folk - che la Navratilova bolla come «depravati». È la goccia che fa traboccare il vaso: la tennista inveisce contro la compagnia e la accusa di avere ideato strategie di marketing errate che non hanno fatto altro che depravare la sua credibilità di donna e di sportiva. Un sodalizio commerciale andatosi via via degenerando, fino a sfociare in «danni irreparabili» alla reputazione della tennista, con iniziative «ripugnanti e inappropriate», come ha reso noto l’ufficio stampa della ex pluricampionessa.
E così l’8 febbraio scorso l’entourage della tennista ha spedito alla sede centrale della «Do tell Inc.» a Conshohocken, in Pennsylvania, una lettera nella quale si vietava ogni ulteriore utilizzo dell’immagine di Martina per sponsorizzare la carta di credito. «Non sono più d’accordo con la vostra strategia, arrivederci in tribunale». Una separazione che stupisce, però, per il suo eccezionale tempismo: se infatti la citazione in giudizio contro la «Do tell» risale a febbraio, già i primi di marzo il glorioso nome della stratega della racchetta si è legato alla «Olivia Travel»
Pura casualità? Chissà. L’unico elemento certo e insindacabile sono le cifre: la Navratilova ha infatti chiesto alla «Do Tell» almeno 75mila dollari di risarcimento per i danni d’immagine provocati dalle campagne «sbagliate» degli ultimi tempi. La causa non è ancora stata risolta e il contratto commerciale per ora resiste. Forse Martina ritornerà sui suoi passi, anche se è più probabile che la «cotta» per Olivia si tramuti in un rapporto longevo. Proprio come nei più tradizionali - e sadici - dei tradimenti.