«Via Nazionale fuori dalla Borsa»

«È demenziale la proposta di quotare in Borsa la Banca d’Italia, che ha invece bisogno di una buona dose di trasparenza e di un codice etico, assente a Palazzo Koch». Così il presidente dell’Adusbef (Associazione in difesa degli utenti dei servizi bancari e finanziari), Elio Lannutti, risponde alla proposta pubblicata ieri sulle pagine de Il Sole 24 Ore da Donato Masciandaro, docente di economia monetaria all’Università Bocconi di Milano. La Banca d’Italia - si legge in una nota - che dopo aver contributo «a generare il gravissimo fenomeno del risparmio tradito, si è opposta alla riforma del risparmio per difendere status e privilegi feudali, non ha bisogno di essere quotata per ottenere la necessaria trasparenza (Parmalat era quotata ed è fallita con il concorso del controllore), ma di una seria riforma a cominciare da un codice etico assente a Palazzo Koch e delle urgenti dimissioni del governatore Fazio».