Via Nazionale in pressing sulle banche

Mario Attanasio

da Milano

E due. Dopo il monito del governatore Mario Draghi è arrivato anche quello del direttore generale della Banca d’Italia, Vincenzo Desario. Nel settore bancario italiano «esistono margini per nuove aggregazioni - ha detto Desario - volte al conseguimento di più elevati livelli di efficienza e di una maggiore capacità di competere con successo sui mercati internazionali». Un messaggio forte, diretto a tutti i banchieri italiani. Un invito preciso a studiare fusioni e acquisizioni fattibili, a tirare fuori dai cassetti tutti i dossier sui «matrimoni possibili».
A questo punto la posizione di Via Nazionale è chiara. E la nuova linea tracciata da Draghi abbraccerebbe in pieno il pensiero del Presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi, sempre attento ai temi bancari e, in particolare, alla stabilità e all’efficienza del sistema creditizio. Chi ha parlato con lui di recente dice che Ciampi, in perfetta sintonia col governatore, auspicherebbe nuove aggregazioni tra gli istituti del Belpaese. Esigenza, questa, che dal Quirinale sarebbe stata resa nota anche ad alcuni top banker nel corso di recenti eventi pubblici. Non solo. Ciampi avrebbe manifestato un certo stupore di fronte all’atteggiamento di alcuni banchieri, orientati a difendere le singole posizioni invece di puntare all’interesse dell’intero settore. E a proteggerlo dall’invasione straniera. I protagonisti sono ormai noti anche ai mercati con i titoli bancari che hanno fatto schizzare le borse; i primi istituti a rimboccarsi le maniche, quindi, potrebbero essere Sanpaolo, Intesa, Capitalia e Mps.
Nel discorso che il Direttore generale di Via Nazionale ha pronunciato nei giorni scorsi a Perugia, e pubblicato ieri sul sito di Bankitalia, c’è poi un riferimento critico alla legge sul risparmio. Una legge, secondo Desario, con «numerosi aspetti problematici» che si compone «di interventi specifici anziché di principi di carattere generale» dove «l’eccessivo dettaglio amministrativo sembra tradire una particolare diffidenza sulla capacità di autoregolamentazione del mercato». Sul tema della concorrenza bancaria, passata all’Antitrust, Desario ha definito «inspiegabile» la mancata previsione del parere obbligatorio di Via Nazionale sulle intese restrittive della concorrenza e sugli abusi di posizione dominante, parere previsto invece nel settore assicurativo e nelle tlc. La previsione, poi, di un autorizzazione Antitrust all’acquisto di partecipazioni non di controllo – ha osservato - non è prevista per nessun settore economico, né in Italia né all’estero, e «non appare ragionevole che sia stata introdotta per il settore bancario».
Desario ha poi spiegato che le relazioni con «la clientela vanno poste al centro delle scelte delle banche», richiamando «il valore della trasparenza e delle correttezza dei comportamenti» delle banche per «rafforzare quel rapporto di fiducia».