Le nazionali giocano contro l'Inter E il Cagliari preoccupa la Roma

Vieira dà forfait e contro la Lazio non c'è Cruz: ad Appiano oggi solo sei titolari (ma Ibra c'è). <strong><a href="/a.pic1?ID=250151">La Champions toglie energie alla rimonta di Spalletti</a></strong>: sabato 3 assenti contro una pericolante in gran forma

Milano - Gli infortuni, le espulsioni, il calendario, tre nemici crudi per l’Inter. Questa settimana, vigilia della trasferta all’Olimpico contro la lazio, anche le convocazioni dei nazionali. Per le amichevoli di domani sera sono in uscita 11 nerazzurri, Materazzi a Elche, gli argentini Cruz, Burdisso e Cambiasso in Egitto, Chivu a Bucarest contro la Russia, Jimenez in Israele, Stankovic in Ucraina, Julio Cesar gioca contro la Svezia che ha lasciato a casa Ibrahimovic, stessa sorte per Vieira che ha dato forfeit. Le Under si prendono Bolzoni, stasera a Baku contro l’Azerbaijan, e Pelè contro la Bulgaria, per le qualificazioni agli Europei del 2009. La trasferta più lunga è quella di Suazo che va in Colombia a Fort Lauderdale.

Roberto Mancini aveva già anticipato le sue preoccupazioni alla vigilia di Pasqua: «Saremo qui ad Appiano in sei». Il ct svedese Lagerback mosso a compassione gli ha lasciato Ibra: «Abbiamo convenuto che per lui la cosa migliore sia sfruttare la possibilità di fare un po’ di rieducazione - ha dichiarato il ct -, perché ha giocato diverse partite facendo ricorso ad antidolorifici». Per Zlatan niente amichevole col Brasile in programma a Londra, per Vieira niente Parigi e Inghilterra. Ma non sono notizie di gran sollievo per Mancini: non convocati in quanto inutilizzabili. I problemi al ginocchio di Ibra, quelli alla spalla per Chivu e la tallonite di Stankovic, sono tre buoni indizi per azzardare che senza l’impegno in Svizzera e Austria per l’Europeo, i tre sarebbero finiti sotto i ferri a campionato concluso. L’Europeo diminuisce l’intervallo di riposo prima dei ritiri, non c’è molto spazio per la chirurgia. Con tre giocatori persi per tutta la stagione, Samuel, Cordova e Dacourt, le incertezze sul futuro immediato di Figo e una condizione fisica che non aiuta certo Cambiasso e Vieira («Spero di giocare contro la Lazio, ma non me la sento di correre rischi»), l’ampia rosa si riduce. Con Materazzi che appare in ritardo, come se non avesse smaltito completamente la contusione al quadricipite. Poi c’è il pericolo rosso dei cartellini, cinque espulsi in campionato con Cruz che domenica sarà assente a Roma. Infine ci sarebbe il particolare del calendario, Milan, Fiorentina e Lazio scontri terribili, il resto tutte pericolanti, quindi terribilissimi. Ma tracciato il quadro più pessimistico e più realistico possibile, qui nessuno mette neppure in dubbio la leadership in Italia. Zanetti e Stankovic sabato sera a pochi minuti dalla prima sconfitta a San Siro hanno ribadito la loro convinzione. Mancini per spiegare il tonfo contro Ranieri era teso ma affatto preoccupato, ogni risposta verniciata da certezze sul terzo titolo consecutivo. Prima di Inter-Liverpool aveva detto che la stagione non sarebbe finita il giorno dopo, prima di Inter-Juventus ha fatto altrettanto, odorando un risultato negativo senza mostrarsene preoccupato e questo probabilmente è l’unico segnale positivo della disastrosa Inter di questi giorni: tutto calcolato dal Mancio, barcollante ma in piedi.