Nazioni Unite Ancora tensione sul seggio per l’Europa

Arriva il momento decisivo. E la questione di un seggio permanente per l’Ue al Consiglio di sicurezza dell’Onu torna ad agitare le acque europee, con Francia e Gran Bretagna - due membri permanenti con diritto di veto - che non nascondono la propria preoccupazione, e la Germania che torna a premere per un proprio seggio. Con il dibattito sui seggi regionali in calendario oggi a New York, la conferenza intergovernativa tra i 192 paesi delle Nazioni Unite per disegnare il futuro assetto del Consiglio di sicurezza giunge in una delle sue fasi più delicate, secondo fonti del Palazzo di vetro. «Assieme alla scelta tra nuovi membri permanenti o non permanenti - spiegano le fonti - la questione regionale traccia in maniera chiara la linea che separa chi vuole più seggi permanenti nazionali senza meccanismi di controllo e chi invece chiede un consiglio più rappresentativo e responsabile nei confronti degli Stati membri».
Sullo sfondo del dibattito c’è un’altra questione che la scorsa settimana ha alimentato le polemiche: è quella sul carattere antistorico e obsoleto del diritto di veto rispetto alla nuova realtà internazionale. Polemiche cavalcate soprattutto ma non solo dai paesi africani e dai non allineati, che denunciano quelli che vengono definiti «i privilegi di alcuni Stati» e c’è chi - come il rappresentante algerino Murad Benmehidi - non esita a definire «potenze coloniali» del passato i Paesi che devono la loro presenza tra i Cinque permanenti a posizioni acquisite più di sessanta anni or sono, dopo la seconda guerra mondiale. Verrà verosimilmente affrontata, infine, anche la questione del seggio europeo, che l’Italia storicamente appoggia anche se lo considera un obiettivo di più lungo periodo.