Il nazista Demjanjuk uccise un ebreo anche nel 1947

L'89enne estradato dal Canada perchè accusato di aver partecipato alla strage di ebrei nel campo di concentramento tedesco di Sobibor in Polonia avrebbe investito un uomo col suo camion dopo la guerra

John Demjanjuk, l'ottantanovenne «boia nazista di Sobibor», uccise anche dopo la fine della guerra: nel 1947 investì deliberatamente un ebreo con un camion a Ulm, in Germania. La nuova accusa è stata pubblicata dal quotidiano «Stuttgarter Nachrichten», a poche ore dall'apertura lunedì a Monaco di Baviera del processo all'ex militare del Terzo Reich estradato dagli Usa a maggio.
Il quotidiano tedesco ha avuto conferma dal portavoce della procura di Ulm, Michael Bischofsberger, che in relazione a quell'episodio Demjanjuk è indagato per omicidio volontario.
Gli atti riguardanti la nuova accusa verranno trasmessi «al momento opportuno» al tribunale di Monaco di Baviera, che ne ha già fatto richiesta.
Secondo le informazioni ottenute dal quotidiano di Stoccarda, l'investimento avvenne con il camion di servizio di Demjanjuk, che all'epoca faceva l'autista per le truppe americane. Il presunto boia di Sobibor, nella Polonia occidentale, si era fatto registrare dopo la guerra come sfollato ed era riuscito a ottenere un posto di autista presso una base americana in Germania, prima di emigrare nel 1952 negli Stati Uniti. Il processo di Monaco di Baviera si protrarrà almeno fino a maggio, perchè a causa delle precarie condizioni di salute di Demjanjuk le udienze non potranno durare più di 3 ore al giorno. L'accusa nei suoi confronti è di concorso nell'omicidio di 27.900 ebrei, sterminati nel lager di Sobibor, in cui l'ucraino prestava servizio come guardiano ausiliario delle SS.