Nba, le trattative si bloccano ancora: la serrata prosegue

Cancellate già le prime due settimane di gioco. La distanza tra giocatori e proprietari sulla spartizione degli introiti resta ancora ampia: possibile che lo stop si prolunghi ancora

Il momento dell'Nba è complesso, molto complesso. Dopo tre giorni consecutivi di serrate trattative tra proprietari e associazione giocatori, il lockout resiste e al momento sembra difficile da sollevare. La buona notizia in tutto questo è che il commissioner David Stern non ha in programma di cancellare altre gare di regular season (sono già saltate le prime due settimane), ma non sarebbe sorprendente se venissero prese misure del genere nei prossimi giorni. Anche perché le trattative si sono bruscamente interrotte e al momento non ci sono in agenda nuovi incontri.
I discorsi si sono arenati sulla solita divisione degli introiti, quello che in gergo si chiama Bri. I proprietari, guidati da Peter Holt (San Antonio Spurs) e dal vicecommissioner Adam Silver, si sono detti disponibili a firmare per il 50-50, cioè metà dei guadagni per le due parti. Non di meno, per salvaguardare la salute della Lega (negli ultimi due anni la grande maggioranza delle franchigie ha perso parecchi soldi) e allinearsi a Nfl e Nhl. L'associazione giocatori ha risposto che non andrà sotto il 52.5% degli introiti (partivano dal 57% del vecchio contratto collettivo) ma soprattutto Fisher e Hunter, i due rappresentanti, hanno dichiarato di essersi sentiti ricattati dai proprietari. Su queste basi, appare molto difficile veder partire l'Nba in breve tempo.