Ncc-taxi: sarà una guerra tra poveri

«Ok al codice etico ma senza criminalizzare la nostra professione»

Un’ondata di licenze e un regolamento più severo in arrivo dal Campidoglio. La concessione di nuove autorizzazioni per gli Ncc, annunciata dall’assessore capitolino ai Trasporti, Mauro Calamante. Alla vigilia dell’Epifania, nella calza dei tassisti romani il carbone sembra abbondare. Un’impressione confermata anche dal leader del «3570» e presidente dell’Uri, Loreno Bittarelli.
Dopo un’annata così turbolenta, per la categoria il 2007 si apre con la minaccia della riforma degli Ncc, vostri storici «concorrenti».
«Se la questione riguardasse solo i mille noleggiatori con conducente romani potremmo anche concordare sul rilascio di nuove autorizzazioni. Le cose cambiano pensando alla giungla rappresentata dai circa tremila Ncc in possesso di una licenza rilasciata dai comuni limitrofi e che continuano a prelevare passeggeri a Roma».
Un quadro cui si aggiunge l’emendamento all’ultima Finanziaria regionale firmato dal capogruppo di Sr-Rnp, Donato Robilotta, che reintroduce di fatto un regime di libera concorrenza tra taxi e auto blu.
«Un atto dalle conseguenze catastrofiche per la nostra categoria. Così come un ulteriore vulnus sarebbe l’installazione delle centrali radio sugli Ncc, che contrariamente a noi non avrebbero né l’obbligo di tariffa né quello di accettare la corsa».
Dopo il tragico episodio dell'uccisione del conducente Ncc dopo la lite con un tassista, Calamante ha scritto alla Regione chiedendo modifiche alla legge 58, quella sui requisiti morali.
«Ben venga un codice etico rigoroso, a patto che non si criminalizzi la nostra professione con una campagna di stampa denigratoria simile all’ultima».
Nella bozza del nuovo regolamento del Campidoglio sono annunciate novità quali diritto di chiamata fisso, abbigliamento decoroso, bagagliaio più capiente. Siete disposti a discuterne?
«Sicuramente. Ma si tratta di aspetti marginali che servono solo a gettare fumo negli occhi rispetto alla vera essenza del regolamento: l’applicazione dell’intero menu del decreto Bersani in una realtà che però è impreparata ad accettarlo».
Si spieghi meglio.
«Penso ad esempio a elementi come la concessione di licenze alle cooperative o le autorizzazioni temporanee o stagionali. Ipotesi cui siamo nettamente contrari perché non fanno che drogare ulteriormente il settore introducendo una sorta di dannoso precariato».
Senza contare la già prevista concessione, da parte del Comune, di mille nuove licenze entro il 2007 oltre alle ultime 150 del vecchio bando.
«Alle quali poi andrebbero aggiunte le 1.300 licenze entro il 2009 previste nella stessa memoria di giunta. In tal senso credo che si sia al limite della follia. Negli ultimi giorni ad esempio sfido chiunque a dire che non si trovano i taxi. Più che un aumento esagerato delle vetture in circolazione, i cittadini chiedono equilibrio tra efficienza del servizio ed entità della tariffe. Un equilibrio che attualmente è saltato: per noi il rilascio di nuovo licenze ha significato solo meno lavoro. Peccato che i costi da affrontare siano rimasti gli stessi».
A proposito di tariffe. A che punto è la questione dell’adeguamento?
«Finora abbiamo ricevuto solo promesse. Le tariffe sono ancora quelle di sei anni fa. Il Comune vorrebbe trattare la vicenda in un unico pacchetto inserendo innovazioni quali sconti o riduzioni speciali su cui non possiamo essere d’accordo, a meno che, come succede ora per le categorie svantaggiate, non sia il Campidoglio a farsene carico. L’obiettivo condiviso dovrebbe essere quello di arrivare a un’unica tariffa equa, chiara e trasparente».
Con il senno del poi forse avreste potuto essere più morbidi sull’ipotesi del sistema satellitare...
«In quel caso l’errore è stato quello di porci l’aut-aut nuove licenze-Gps. Dovevamo difendere i nostri interessi: a nessuno piacerebbe lavorare con uno spia a bordo».
Quali saranno le vostre prossime iniziative?
«Vorremmo creare al più presto le condizioni per arrivare a un organismo di categoria eletto e realmente rappresentativo. Purtroppo oggi troppo spesso i sindacati confederali devono adeguarsi ai diktat che provengono dall’alto, più che seguire le spinte dal basso. Poi aspettiamo ancora una risposta da Calamante sulla nostra richiesta di sdoppiare i tavoli di confronto: uno con noi, l’altro con le sette sigle che hanno firmato l’intesa di novembre e con cui siamo ormai incompatibili».
Lei si candiderà per questo supersindacato?
«Se si arrivasse a un accordo condiviso sarei anche disposto a fare un passo indietro».