'Ndrangheta, Boccassini: «Milano come Reggio, gli imprenditori non denunciano»

L'allarme della magistrato dell'antimafia: «Il silenzio delle vittime prosegue nonostante gli arresti». Il procuratore Bruti Liberati: «Chiedermo aiuto ad Assolombarda». Domani la richiesta di giudizio immediato per 174 imputati finiti in manette in luglio

«Anche a Milano non abbiamo dietro la porta commercianti, imprenditori, ambulanti pronti a denunciare all'autorità giudiziaria un'usura, un danneggiamento ai fini estorsivi». Dal suo osservatorio privilegiato, quello della distrettuale antimafia milanese, il procuratore aggiunto Ilda Boccassini lancia l'allarme. La 'ndrangheta a Milano fa affari, e riesce a imporsi con la forza delle intimidazioni. Spiega la Boccasssini - in un incontro a cui hanno partecipato anche anche i procuratori della Repubblica di Milano e Reggio Calabria, Edmondo Bruti Liberati e Giuseppe Pignatone, i procuratori aggiunti reggini Michele Prestipino e Nicola Gratteri, e due esponenti della Direzione nazionale antimafia - che «il silenzio delle vittime prosegue nonostante gli arresti dello scorso luglio e gli appelli più volte lanciati a sporgere denuncia». E questo sebbene «il fenomeno estorsivo e usuraio ci risulta continui». «Non ci stanno pervenendo denunce - ha continuato il magistrato - è un dato sintomatico e dobbiamo prenderne atto. Ritengo che il fenomeno criminale che riguarda l'usura e l'estorsione sul territorio di Milano sia esteso». Bruti Liberati garantisce l'impegno della Procura. «Faremo dei passi - dice -, chiederemo aiuto da Assolombarda e ad altre associazioni di categoria per avere la collaborazione di imprenditori e commercianti per la denuncia di estorsori e usurai». Perché «il fenomeno c'è, ma non ci sono denunce, a Milano come a Reggio Calabria». Un primo segnale, e forte, però arriva. Domani, infatti, verrà avanzata la richiesta di giudizio immediato per 174 imputati arrestati lo scorso 13 luglio nel maxi blitz ha smantellato le cosche presenti in Lombardia.