'Ndrangheta: Calabria, in manette assessore Udeur

Maxi indagine: 60 arresti per traffico di droga, illeciti edilizi, appalti, estorsioni e legami tra camorra e 'ndrangheta

Reggio Calabria - L’assessore al Turismo della Regione Calabria, Pasquale Tripodi, dell’Udeur, è stato arrestato stamani nell’ambito dell’inchiesta coordinata dalla Dda di Perugia su un presunto sodalizio di tipo mafioso collegato al clan camorristico dei Casalesi e alla cosca della ’ndrangheta dei Morabito-Palamara-Bruzzaniti. Tripodi è accusato di associazione mafiosa. Tra gli arresti fatti in Calabria, figurano anche il sindaco di Staiti, Vincenzo Ielo, il vicesindaco di Brancaleone, Gentile Scaramuzzino, ed un tecnico del comune di Brancaleone, Domenico Vitale. Pasquale Tripodi è stato arrestato in relazione all’approvazione del progetto per la centrale idroelettrica della Vallata dello Stilaro. È quanto emerge da un comunicato stampa della procura di Perugia. Al centro dell’indagine del Ros che ha riguardato l’amministratore anche il relativo finanziamento da parte della Regione.

Maxi inchiesta con 60 arresti L'arresto dell'assessore è avvento nell'ambito di una maxi inchiesta con una sessantina di arresti eseguiti tra Umbria, Calabria, Campania, Lazio, Emilia Romagna, Lombardia e Trentino-Alto Adige. Metodologie ritenute tipicamente mafiose, nell’ambito del traffico degli stupefacenti, del reimpiego di capitali in attività edilizie, del traffico di autovetture rubate o «clonate», del riciclaggio di assegni falsificati sono state evidenziate dagli inquirenti nell’ambito dell’operazione Naos eseguita dai carabinieri del Ros coordinati dalla procura di Perugia.

Appalto di una centrale idroelettrica Le cosche calabresi al centro dell’inchiesta della Dda di Perugia erano interessate ad aggiudicarsi l’appalto per l’ammodernamento della centrale idroelettrica della Vallata dello Stilaro, nel comune di Bivongi (Reggio Calabria). È quanto ipotizzano gli investigatori perugini. L’operazione doveva realizzarsi - secondo l’ipotesi accusatoria - attraverso una delle società umbre riconducibili agli indagati, appositamente finanziata con i proventi delle attività illecite.
Terreni per un villaggio turistico L’interesse del gruppo calabrese all’acquisizione di alcuni lotti di terreno sulla costa dei Gelsomini, nel comune di Brancaleone (Reggio Calabria), per la costruzione di un villaggio turistico e di un centro commerciale, è emerso dall’indagine dei carabinieri del Ros di Perugia. Anche per la realizzazione di questo progetto - secondo gli investigatori - si sono utilizzate società umbre, riconducibili agli indagati, provvedendo alla loro ricapitalizzazione mediante la ripartizione delle quote fra imprenditori controllati dalla cosca calabrese. Gli inquirenti hanno così potuto accertare l’intervento a favore del gruppo criminale volto alla modifica della destinazione di terreni ed al rilascio delle relative autorizzazioni edilizie. Dall’indagine è emerso anche il presunto coinvolgimento di un amministratore di ente pubblico, con competenza sull’operazione. Per questi il vantaggio - secondo l’accusa - è stato rappresentato pure dall’assicurazione, da parte dell’organizzazione criminale, dell’appoggio alla candidatura nelle elezioni amministrative previste per quest’anno.

Loiero: "Da ieri non era più assessore" Pasquale Maria Tripodi proprio da ieri non era più assessore al Turismo della Regione Calabria. Il presidente Agazio Loiero lo aveva revocato per la sua incompatibilità politica determinata dal fatto che aveva scelto di restare nell'Udeur e quindi di andare col centrodestra. "In questo momento gli auguro e mi auguro che sia in grado di dimostrare la sua estraneità alle accuse che gli vengono contestate", ha detto Loiero. "Capisco che al punto in cui siamo arrivati l'appartenenza al Consiglio o alla Giunta è una frontiera labile - ha aggiunto Loiero - ma devo dire che, sul piano formale, da ieri Tripodi non faceva parte né del governo regionale né della maggioranza di centrosinistra avendo fatto una scelta diversa seguendo Mastella nel centrodestra". "Proprio sabato scorso - ha proseguito il presidente Loiero - avevo discusso con lui della sua posizione politica e gli avevo anche chiesto informazioni su alcune voci insistenti negli ultimi giorni di un suo coinvolgimento in una delicata inchiesta giudiziaria. Gli avevo chiesto di dimettersi, anche perché la sua presenza ad Arpaise, alla convention di Mastella, era in contrasto con la sua permanenza in giunta. Mi aveva assicurato che entro lunedì avrebbe rassegnato le dimissioni. Non lo ha fatto e ieri ho provveduto a firmare il decreto di revoca, regolarmente protocollato".