'Ndrangheta, catturato il superlatitante Criaco killer delle cosche

La squadra mobile di Reggio Calabria ha arrestato ad Africo Pietro Criaco, di 37 anni, latitante da 11 anni, inserito tra i trenta più pericolosi d'Italia. L'uomo, trovato a casa di alcuni parenti, era ricercato per omicidi e associazione mafiosa. Ha tentato la fuga sui tetti: era in pigiama<br />

Africo (Reggio Calabria) - La squadra mobile di Reggio Calabria ha arrestato ad Africo Pietro Criaco, di 37 anni, latitante da 11 anni, inserito tra i trenta più pericolosi d'Italia. L'uomo, trovato a casa di alcuni parenti, era ricercato per omicidi e associazione mafiosa. L'operazione che ha portato all'arresto dell'uomo è stata coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria. Prese anche tre persone accusate di favoreggiamento.Criaco, che era latitante dal 1997, deve scontare una condanna definitiva a 14 anni per tentato omicidio e cinque anni per associazione mafiosa. L'arresto di Criaco è stato fatto all'alba di stamani dalla squadra mobile di Reggio Calabria in collaborazione con i commissariati di Siderno e Bovalino.

Killer sanguinario "E' un pericoloso latitante, un sicario del quale i pentiti raccontano che si lavava le mani nel sangue delle proprie vittime". Pietro Grasso, procuratore nazionale antimafia, descrive così il latitante Pietro Criaco, della cosca Cordì di Africo. "A questo risultato importante - afferma Grasso - si è arrivati grazie al sacrificio di investigatori della polizia di Stato che hanno lavorato anche durante il Natale, mentre tutti quanti festeggiavano con le proprie famiglie. L'impegno nella lotta alla 'ndrangheta dipende anche da queste persone che si privano degli affetti dei loro familiari pur di aggiungere un nuovo tassello per rafforzare la legalita'".

Ha tentato la fuga in pigiama Criaco era ancora in pigiama e ha anche tentato di sfuggire alla cattura dai tetti della mansarda dove era nascosto. Il tentativo di fuga del latitante è stato sventato dagli agenti della squadra mobile di Reggio Calabria e dei commissariati di Siderno e Bovalino che hanno illuminato la zona con le fotoelettriche. Criaco è stato bloccato e condotto immediatamente nel commissariato di Bovalino perché si temeva una reazione da parte delle persone che lo nascondevano che però non c'é stata.