'Ndrangheta, sequestrati beni per 150 milioni

Congelato il patrimonio delle famiglie Nirta-Strangio e Pelle-Vottari coinvolte nella sanguinosa faida di San Luca che ha portato alla strage di Duisburg. A San Luca trovato un bunker "caldo"

Reggio Calabria - Beni per un valore di 150 milioni di euro sono in corso di sequestro da parte dei carabinieri del comando provinciale di Locri. L’ingente patrimonio è riconducibile ai componenti delle famiglie Nirta-Strangio e Pelle-Vottari, coinvolte nella sanguinosa faida di San Luca che ha portato alla strage di Ferragosto lo scorso anno. È nel piccolo comune della locride che si stanno concentrando maggiormente i sequestri, il che dimostra che è la roccaforta delle famiglie della ’ndrangheta.

Numerosi sequestri sono in corso anche in Lombardia, dove le cosche riciclano il denaro proveniente per lo più dal traffico di sostanze stupefacenti tramite attività commerciali. In tutto sono state colpite 49 persone appartenenti alle due famiglie rivali, verso le quali il Tribunale ha emesso anche misure personali su richiesta della Direzione distrettuale antimafia di Reggio Calabria.

Trovato un bunker "caldo" Un altro bunker è stato trovato dai carabinieri. Si trovava al piano terra dell’abitazione di Giuseppe Pelle, figlio del boss Antonio "Gambazza" che i militari stanno cercando strenuamente da settimane. Si ritiene sia un covo "caldo" come gli altri quattro trovati nella locride e che sono stati attribuiti al capo cosca. Era dotato di un sistema con telecomando, elemento comune in molti bunker di boss della ’ndrangheta.