Neanche Panucci riesce a fermarci

(...) la truppa-Spalletti non perde quota, ripone nel cassetto dei brutti ricordi Orsato e i suoi «cadeaux» all'Inter e lancia un chiaro messaggio al campionato: la resurrezione è avvenuta, ora è tempo di sognare in grande stile... Tutto vero, nonostante l'assenza di Totti e quella ancor più pesante dei suoi insostituibili tifosi. Come da copione, dunque. Lo spartito è stato suonato a meraviglia e tutti - nessuno escluso - hanno meritato applausi e pacche sulle spalle. Mexes si è rivelato «Napoleonico», Juan un mix di classe e potenza, De Rossi una vera diga umana e Vucinic un bomber con i piedi da fantasista. Ma le note liete non finiscono qui. Nella domenica in cui i giallorossi superano in classifica la Lazio, meritare titoli ed elogi è spettato anche ad Aquilani. Il talento di Montesacro, sceso in campo ad inizio ripresa, ha lottato, sudato, confezionato l'assist per il terzo gol di Vucinic e rassicurato Spalletti: «Mister, finalmente sono tornato...». Già, un ritorno importante. E poco importa se Panucci ha rifiutato «polemicamente» la panchina, prendendosi i rimproveri pubblici del ds Pradè («Non ci è piaciuto»). Tutto passa in secondo piano di fronte a questa Roma grandi firme. Il match del San Paolo lo ha confermato: il quarto posto è ampiamente alla portata della banda-Spalletti. E forse, chissà...
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