Nebbia fitta in prefettura e buio per Primocanale, servizio pubblico

(...) il fondo indecente del terreno di gioco, una volta la partita sospesa per il ghiaccio sugli spalti (regalo di Natale 2009), una volta la partita sospesa all’ultimo minuto per il ghiaccio in campo e la neve che cade da ore fuori, peraltro prevista da giorni (regalo di Natale 2010).
Fra l’altro, in una sorta di macabra proprietà transitiva tutta genovese, cambiando l’ordine dei colpevoli non cambia il risultato finale: sempre di brutte figure si tratta.
L’ultima ha molti padri. Uno su tutti: il prefetto di Genova Antonio Musolino, che ieri ha precisato che «ciascuno ha i suoi compiti», facendo capire che avrebbe esondato dalle sue competenze se avesse deciso di imperio di rinviare il derby nelle prime ore del pomeriggio. Ma credo che, qualche volta, occorra andare oltre i regolamenti e oltre le strettissime delimitazioni di competenze e pensare ai risultati prima che alle carte bollate. E quindi, soprattutto sapendo che si giocava in notturna e che la particolare conformazione orografica di Genova non avrebbe permesso a moltissimi genovesi di tornare a casa tranquilli, la decisione andava presa molte ore prima. In base al buon senso, ripeto, non alle carte bollate. In modo da evitare spostamenti verso lo stadio che avrebbero anche potuto essere pericolosi. Non toccava al prefetto? Ci dicano a chi toccava, ma la partita andava sospesa molte ore prima, senza attendere la saggezza del bravo arbitro Morganti, fortunatamente arrivato in anticipo sulla sua convocazione. Ci voleva tanto?
Soprattutto, c’erano gli esempi ottimi delle decisioni prese dai prefetti Giuseppe Romano e Anna Maria Cancellieri e soprattutto dal questore Salvatore Presenti in passato. Ci voleva tanto ad imitarli?
E poi, oltre al ghiaccio in campo, alla neve sul piazzale e alla nebbia in prefettura, ci si è messa la notte su Primocanale che, quando non fa teleMarta, è straordinaria. La scandalosa decisione della Lega calcio di non far entrare allo stadio le telecamere di una tivù che - con Maurizio Michieli in studio, Giovanni Porcella e Andrea Lazzara a Marassi, Emmanuele Gerboni e Luca Russo sul ghiaccio, Giuseppe Piacenza alle riprese gelate e la calda voce del direttore Mario Paternostro al coordinamento telefonico - ha firmato l’ennesimo esempio di grande servizio pubblico. Infatti, poi, le hanno spento le telecamere.