Necessaria una banca dati nazionale

Una banca dati nazionale dove incrociare nomi di scomparsi con le caratteristiche dei cadaveri senza nome. Un’iniziativa indispensabile per dare serena sepoltura alla cinquantina di corpi trovati ogni anno a Milano. E che spesso non sono milanesi e pertanto rendono inutile qualsiasi indagine. Come la bellissima adolescente trovata senza vita, ma anche senza documenti, su un marciapiede. Autopsia e rilievi, stabilirono che si era trattato di suicidio. E nient’altro. Solo fortuitamente uno dei componenti del Laboratorio di Antropologia e Odontologia Forense, che aveva esaminato il cadavere, vide a «Chi l’ha visto» l’appello di due genitori in cerca della figlia. Purtroppo era lei. Poi ci sono anziani smarriti, clochard e immigrati clandestini. La lista è infinita. Gli anatomopatologi chiedono pertanto questa banca dati, per far confluire i nomi degli scomparsi con i dati relativi a sesso, età, razza, altezza, malattie, protesi dentaria, impronte digitali, Dna. Particolari che possono essere desunti anche dall’autopsia. Una semplice interrogazione al terminale e la ricerca verrebbe rapidamente ristretta a pochi individui. E da qui a chiudere positivamente l’inchiesta, il passo sarebbe brevissimo.